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Gabriele Tarquini, intervista al campione del mondo più anziano del motorsport

Abbiamo intervistato Gabriele Tarquini: il più anziano campione del mondo della storia del motorsport (classe 1962) punterà a vincere per il secondo anno consecutivo il titolo WTCR con la Hyundai i30 N del team BRC

Gabriele Tarquini è il più anziano campione del mondo della storia del motorsport: nel 2009 (a 47 anni e 266 giorni) conquistò infatti il titolo iridato WTCC con la Seat.

Dopo quella avventura il pilota abruzzese – classe 1962 – specializzato nella categoria turismo (e noto per i successi con l’Alfa Romeo nel campionato britannico 1994 e nel campionato europeo 2003) ha pensato di appendere il casco al chiodo ma poi, fortunatamente, ha cambiato idea. Il risultato? Lo scorso anno si è aggiudicato la prima edizione del campionato WTCR (FIA World Touring Car Cup) con la Hyundai i30 N del team BRC e nel 2019, a 57 anni compiuti da poco, non ha alcuna intenzione di lasciare spazio ai rivali. Abbiamo avuto l’opportunità di intervistarlo.

In cosa consiste il ruolo di Hyundai Ambassador fuori dall’attività in pista?

Lo scorso anno ho fatto tantissimi giorni di marketing e media in giro per il mondo. Sono il primo campione Hyundai nel motorsport e chiaramente cercano di sfruttare i successi in pista per promuovere il brand anche fuori dai circuiti.

Cosa ami del campionato WTCR e cosa invece cambieresti?

Il WTCR è un campionato appena partito (nel 2018, ndr) nato sulle ceneri del WTCC, che era un campionato fantastico ma con dei costi forse troppo elevati anche per delle squadre ufficiali. Qui ci sono macchine completamente diverse: molto simili esteticamente ma con meno tecnologia e molto più economiche. Nonostante la giovane età il WTCR si è fatto molto spazio tra i vari campionati e penso che sia la serie più competitiva a livello di parterre piloti. È chiaro che per livellare tutte queste vetture, soprattutto dal punto di vista tecnologico, ci sia bisogno del famigerato BoP: l’anno scorso ero seduto su un’auto che andava molto bene e siamo stati molto penalizzati dal Balance of Performance. Dal punto di vista sportivo non sono molto contento ma penso che sia positivo vedere un campionato come quello dello scorso anno con sette piloti in lotta per il mondiale nell’ultima gara stagionale a Macao. Il BoP va rivisto, va gestito in una maniera diversa ma gli organizzatori hanno avuto il tempo lo scorso anno e avranno ancora tempo per migliorarlo adeguatamente.

Chi è Gabriele Tarquini in pista? In cosa ti sei sempre differenziato dagli altri piloti?

A dispetto della mia età devo dire l’aggressività: non sono uno che punta a raccogliere punti in tutte le gare, ho sempre preferito cercare la vittoria.

Chi è invece Gabriele Tarquini fuori dalla pista?

Una persona molto normale: l’aggressività non è nel mio carattere fuori dalla pista. Passo molto tempo in famiglia e ho fortunatamente ancora molto tempo libero da dedicare agli affetti e ai miei hobby, che sono la vela e il golf. Sport lontani anni luce dal motorsport che fanno capo al mio carattere abbastanza mite e razionale.