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Milano Design Week 2019: 5 eventi automotive da seguire

di Claudio Mastroianni -

Unire l'utile al dilettevole: mentre Milano celebra il design, le case di auto si mostrano ai proprio appassionati con parole nuove. Ecco cosa vedere.

Cosa c’è di più puro design di una automobile? La commistione fra forma e funzione, il legame fra creatività e produzione industriale, la visione contemporanea sul passato e sul futuro… Design at its finest, direbbe qualcuno.

Non è un caso quindi che il mondo automotive abbia trovato una seconda casa – oltre a quella dei Motor Show – in quello che è forse uno degli eventi più rilevanti nel panorama del design mondiale, il Salone del Mobile.

Anche quest’anno, i brand automotive hanno invaso le strade di Milano durante la Milano Design Week, con una serie di eventi e installazioni sparsi in tutto il Fuorisalone.

Ne abbiamo selezionato cinque, interessanti, da seguire.

Il Leone di Peugeot fra presente e passato (elettrico)

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Repetita Iuvant: Peugeot ha iniziato la sua produzione industriale con i macinacaffè. Prima delle bici, degli scooter e delle auto, è stato il design dei suoi oggetti di uso comune a rendere grande il marchio.

In piena grandeur, a Milano il brand del Leone ha portato… altri Leoni. C’è molto branding nell’installazione, in via Savona 56, curata dal Peugeot Design Lab di Cathal Loughnane e che vede sotto i riflettori – o più letteralmente: davanti ai proiettori – una versione molto materica e monumentale del Leone che ne è diventato simbolo. In versione gigante, accompagnata da 40 altri leoni a grandezza naturale.

Per gli appassionati di auto, in mostra la nuova Peugeot 208 – anche in versione elettrica – e l’amatissima concept e-Legend, che già dallo scorso salone di Francoforte ha fatto battere il cuore di molti.

Citroën: la Maison arriva a Milano

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Restiamo in famiglia – quella di Groupe PSA – ma passiamo alla più pop Citroën: il marchio del Double Chevron ha portato nelle strade del Fuorisalone la sua Maison, questa volta dedicandola ai suoi cento anni di storia.

“Maison Citroen Centenary Edition” è un allestimento curato da Matteo Ragni, grosso nome del design italiano: un percorso snello che si dipana fra la storia dell’innovazione e della comunicazione Citroën (belli i manifesti storici, da rivedere), fra colori chiari e allestimenti di gran calore.

Spazio anche – come d’obbligo – al presente e al passato della produzione industriale: la nuovissima Citroën C5 Aircross e la vecchia (ma indimenticabile) Duecavalli.

Auto d'epoca

Citroën 2CV Charleston (1986): la prova della piccola francese

Essenziale, rumorosa ma anche molto piacevole da guidare

Seat e la mobilità urbana: Minimó e el-Born

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Monopattini, microcar, auto “normali”. Tutte elettriche.

La presenza di SEAT alla Milano Design Week ruota tutta attorno al tema della mobilità urbana del futuro, proseguendo il discorso portato avanti negli ultimi anni dal brand guidato da Luca De Meo.

Lo fa portando al grande pubblico italiano e internazionale il concept Seat Minimò, già visto al Mobile World Congress 2019, e la Seat el-Born, concept anche lei ma molro, molto vicina alla produzioe di serie.

Oltre al monopattino elettrico costruito in collaborazione con Segway. Decisamente da provare.

Hyundai e lo stile che rende liberi

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In collaborazione con Monocle – che ha portato il suo approccio lifestyle a una zona esterna dedicata al relax, ai cocktail e al bel vivere – il marchio coreano ha portato all’Opificio 31 (in Via Tortona, 31) una installazione che ruota al concetto della libertà e della personalizzazione.

“Style Set Free”, lo stile rende liberi, è uno spazio che permette al visitatore di giocare con luci, colori, materiali e suoni per costruire gli interni ideali della propria auto. E non solo.

Un classico ambiente da Milano Design Week che permette di immergersi a 360° nell’immaginifico.

E poi c’è la Kona, vettura bandiera della Hyundai attuale che piace molto al pubblico e al mercato.

Polestar: electric is fun

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Chi l’ha detto che l’elettrico debba essere noioso?

Alla Milano Design Week, Polestar celebra la parte divertente – e luminosa, in una metafora fatta di bianchi e luci – della mobilità alternativa con una… pista per macchinine.

Una proposta divertente e giocosa, per chi vuole sfruttare il Fuorisolane per tornare un po’ bambini.