Prova su Strada

Nuova Porsche Macan: così si allarga la famiglia dei porschisti

di Alessandro Pasi -

Dedicata a chi vuole raffinatezza e sportività ma che deve fare i conti con mogli e figli: Macan allarga la variegata umanità Porsche nella direzione di padri affermati magari un po’ intimiditi dalle prestazioni più violente di altri modelli, oppure di signore che amano il brand ma vogliono un Suv più emozionale

Nell’anno dei record, il 2021, nel quale Porsche ha superato le 300 mila vetture in tutto il mondo, la Macan ha recitato una parte di rilievo, aggiudicandosi un terzo delle vendite e in Italia addirittura il 41% del totale. Un botto, anche perché una larga fetta degli acquirenti di Macan sono persone che entrano per la prima volta in contatto col mondo Porsche. E di questi l’80% sceglie la versione normale, il restante la più aggressiva GTS.

Una normale si fa per dire, perché comunque, con un motore turbo quattro cilindri 2.000 cc da 245 CV e 370 Nm di coppia: che si traducono in uno zero-cento in 6,7 secondi e una velocità dichiarata di 225 km/h (anche se nel nostro esemplare in prova, targato Germania, un adesivo rotondo bianco e rosso assai piccolino sul lato sinistro del cruscotto ricordava di non superare i 240 km/h). Quindi birra a sufficienza, accrescibile con il tasto Sport che rende l’erogazione molto più pronta e la sonorità del motore di conseguenza più cattiva e gratificante. Il gruppo motore è agganciato a un cambio automatico a doppia frizione, quindi molto dolce e preciso negli innesti, a sette rapporti.

Possiamo dire che la famiglia Macan, più ancora di Cayenne, dove le prestazioni la fanno da padrone, allarga la variegata umanità Porsche, nella direzione di padri affermati magari un po’ intimiditi dalle prestazioni più violente di altri modelli, oppure di signore che amano il brand ma vogliono un Suv più emozionale rispetto alle offerte più classiche, anche di marchi parenti o cugini.

Gli interni sono classicamente Porsche, con gli strumenti circolari, l’accensione alla sinistra del volante (per ricordare le Porsche che correvano a Le Mans) e un più di infotainment, con schermo centrale da 10 pollici e sistema compatibile con Android Auto e Aplle Car Play.

Non appartenendo a nessuna delle due categorie di cui sopra siamo entrati nella nuova Macan esattamente come se afferrassimo il volante di una Porsche qualsiasi. La strada consigliata in questo primo approccio va da Milano alla valle d’Aosta, precisamente fino a Courmayer e poi dai piedi del Monte bianco si sale lungo la statale fino a La Thuile, ancora oltre verso il Colle San Carlo e poi giù verso il fondo valle e di nuovo a Milano. Un itinerario di quelli giusti che permette di valutare molti aspetti della nuova Macan. Si parte con la normale e si ritorna con la GTS, che di cavalli ne ha ben di più, 380, oltre ad esibire un aspetto più sportivo sia fuori che dentro.

In autostrada a velocità codice la sensazione è di essere a bordo di una Suv premium o di una berlina di alta classe: ottimo il comfort e la silenziosità di marcia. Grazie ai rapporti un po’ lunghi (ne riparleremo) i consumi poi sono migliori del dichiarato, il computer di bordo segnala addirittura 13 chilometri con un litro (la media dichiarata da Porsche è 11 km/l). Certo, l’aspetto meno entusiasmante è che se si vuole sorpassare in velocità e destrezza, affondando il pedale del gas il sistema scala uno o addirittura due rapporti, in modo da far prendere i giri al quattro cilindri con una certa velocità. In tutti i casi il viaggio fila via che è un piacere. A Courmayeur poi la popolazione dei villeggianti milanesi è sempre attenta a quello che sfila per le strade e la nuova Macan, grazie al bel lavoro di ridisegno del frontale e dei gruppi ottici (LED Matrix) raccoglie gli sguardi, dovendo apparire ai più una Cayenne di stazza più compatta. Quindi family feeling accentuato e gradito, ci pare, almeno a vedere chi ci osserva.

In salita la Macan va via in souplesse, ma se si vuole sentirsi un po’ porschisti bisogna schiacciare a destra del volante il tasto sport e la musica cambia, affrontando in velocità la serie tornanti che portano a La Thuile, ravvicinati, belli stretti e che richiedono un cambio di rapporto tra l’uno e l’altro. L’agilità della Macan è davvero notevole, non dico che la percezione sia uguale a vetture ben più corte, tipo quelle inglesine rombanti, ma certamente è sorprendente, merito di telaio e sterzo precisi ma anche delle ruote posteriori sterzanti, che seguono perfettamente la traiettoria della curva e trasferiscono grande sicurezza di marcia. Dicevamo del cambio: tanto è apprezzabile in autostrada, tanto lo si vorrebbe con rapporti più ravvicinati nelle situazioni più strette e ripide. Poi certo la necessità di inquinare ed emettere sempre meno anidride carbonica qualche sacrificio in termini di prestazioni probabilmente lo richiede. E poi, lo ripetiamo, l’utente di Macan di birra ne sente anche fin troppa. E poi, poi c’è la GTS se si vuole di più, vettura che scatta da zero a cento in 4,5 secondi, grazie al sei cilindri a V turbo. Ma soprattutto appare molto più reattiva senza bisogno di settarla in Sport. E i tornanti van via che è un piacere. Ma, diciamolo, un piacere che normalmente mogli e figli non gradiscono di condividere, preferendo (ne siamo sicuri) stili di guida più soft, in modo da poter tenere gli occhi sul cellulare…

Infine i prezzi: si parte da 66.293 euro per arrivare a 92.431 euro della GTS.