Prova su Strada

Lamborghini Aventador S Roadster: apriti cielo

di Francesco Neri -

Vento tra i capelli e 740 violentissimi CV sotto il piede, ma soprattutto una colonna sonora da urlo

È un suono che perfora i timpani quello del dodici cilindri. Mi chiedo come faccia ad essere legale un’auto che emette una tale quantità di decibel, un suono che si divide tra latrati, miagolii ed esplosioni.

Ma la supercar Lamborghini, anzi, hypercar la chiamano a Sant’Agata Bolognese, è qualcosa che ignora le leggi delle comuni automobili. L’Aventador S è l’aggiornamento della prima versione, e ora vanta quattro ruote sterzanti (che la rendono più agile), più modalità di guida, più potenza e sospensioni attive. Ha dimensioni extraterrestri: con 2,4 metri di larghezza è l’auto più larga in commercio, è alta poco più di un metro e dieci, e sfiora l’asfalto con la pancia.

Grigia con gli interni in pelle rossa sembra quasi un mezzo di trasporto alieno, anche un po’ diabolico; sicuramente poco adatto agli essere umani.

È una Lamborghini all’ennesima potenza: spregiudicata, folle, eccessiva. Quella che sto guidando è la versione Roadster, ancora più folle ed esclusiva; ma non troveremo nessun comodo meccanismo elettrico ad aprirci il cielo, solo due parti rigide che si smontano con una leva e che sono da…ritirare a casa. Già, perché il vano bagagli sotto il cofano può ospitare un trolley, non di più.

Ma cosa importa quando si hanno 740 CV e una colonna sonora apocalittica? Il V12 6,5 litri è un motore di razza, affamato di giri e selvaggio, ma soprattutto ha una tale quantità di sfumature di suoni che potrebbe tenere un concerto alla Scala.

I primi chilometri con l'Aventadors S

L’abitacolo è angusto e la posizione di guida è sdraiata, ma la pelle rossa e il carbonio la rendono lussuosa e opulenta. C’è tutto, dal clima al navigatore. Il tunnel centrale d’ispirazione aeronautica aiuta a calarsi nella parte, mentre il muso relativamente corto e l’enorme posteriore dietro di vi fanno sentire come seduti sulla punta di una freccia.

Ci vuole qualche chilometro per prendere confidenza con le sue dimensioni, con i suoi angoli ciechi. Nonostante il settaggio più morbido, una modalità eufemisticamente chiamata “strada”, è difficile non sentirsi a disagio sulle stradine italiane. Nel traffico l’Aventador S Roadster ruggisce come un leone in gabbia, con il cambio automatico-sequenziale a 7 marce che strappa e sobbalza diventando eccessivamente – e quasi inutilmente – violento quando si mette la modalità “corsa”. Ma è il suo bello: l’Aventador è violenta, è brutale, è un purosangue che desidera spazi aperti e strade larghe. Anche perché per sfruttare la furia del suo motore serve spazio, visto che in seconda marcia si sfiorano i 130 km/h, e in terza forse è meglio che non ve lo dica.
Però posso dirvi che da 0 a 100 km/h ci mette 3 secondi netti e tocca i 350 km/h di velocità massima.

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Dinamica di guida

Però, al di la dei numeri mostruosi, non è un’auto pensata per aggredire le curve. È una supercar della vecchia guardia, che vi entra negli organi e fa esplodere i vostri sensi, insieme a quelli dei passanti. Per strada, tutto comincerà a ruotare attorno a voi come in un sistema solare: telefonini puntati, sorrisi, pollici in su, motociclisti che vi salutano in segno di rispetto.
Con il vento tra i capelli, poi, il rumore attraversa stomaco e cervello, portandovi ad accelerare e a scalare inutilmente solo per causare tuoni e boati, facendovi tornare bambini.

Questo non significa che si guidi male, anzi, ma è semplicemnte troppo larga e “quadrata” per poterci giocare. Lo sterzo è preciso e iper-comunicativo, la franata è potentissima e il grip è così elevato che viene da domandarsi che cosa succederà quando finisce. Provocare dei sovrasterzi di potenza non è una buona idea: conviene guidare puliti, godendosi la spinta e la trazione infinita. Le ruote posteriori sterzanti la rendono un po’ più agile, ma in confronto alla Huraca sembra comunque uno scarpone da sci.

Ma è bella così: selvaggia, esagerata, di un altro pianeta.

 

 

 

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Prezzo

Il prezzo della regina delle “Lambo” è 387.000 euro, circa quarantamila in più rispetto alla versione coupé.