Prova su Strada

Alpine A110, un remake che fa battere il cuore

di Francesco Neri -

L’Alpine A110 è una di quelle auto che sa emozionare anche da ferma, ma com’è da dietro il volante?

APPEAL l’Alpine ha il fascino unico della sportiva rétro di razza, con proporzioni esotiche e una storia nelle corse
CONTENUTO TECNOLOGICO Infotainment adeguato e al passo con i tempi. La sua forza è la semplicità
PIACERE DI GUIDA Leggerezza e agilità sono le prime cose che si notano ma, nonostante le apparenze, è anche piuttosto confortevole

Le piccole sportive a trazione posteriore sono un antidepressivo naturale. Basta osservare l’Alpine A110, con la sua tinta blu “Alpine”, parcheggiata in mezzo alle comuni utilitarie in sfumature di grigio per sentirsi meglio. Molti di voi lo sapranno già, ma l’Alpine A110 è il remake di una sportiva degli anni ’60, una sportiva che ha vinto moltissimi rally, per giunta.

 

La nuova Apine mantiene molto della ricetta originale: la compattezza, la trazione posteriore, la leggerezza. E poi quella linea esotica che rende l’esperienza di guida eccitante ancora prima di accendere il motore. Il 1.8 turbo quattro cilindri da 252 CV di potenza è circa lo stesso della Mégane RS, così come il cambio doppia frizione a 7 marce (prodotto da Getrag).

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A chi si rivolge

A chi ama farsi notare, ma soprattutto a chi ama guidare. Non è dedicata agli amanti della pista, ma piuttosto a chi cerca una sportiva “vera” da poter utilizzare ogni giorno.

I primi chilometri

L’Alpine A110 è molto più comoda di quanto il suo look e le sue dimensioni suggeriscano. La seduta è leggermente sdraiata, ma non costretta, e parte la quasi totale mancanza di vani portaoggetti, è un bel posto in cui vivere.

C’è tanto di Renault negli interni, ma si nota lo sforzo dei designer nella cura per i dettagli, per rendere l’abitacolo della A110 qualcosa di speciale. E in parte ci sono riusciti. Le portiere, ad esempio, sono splendidamente rifinite, e il tunnel centrale “ad arco” dove sono incastonati i vari pulsanti è davvero un bel pezzo di design.

La prima cosa che si nota quando la si guida è la leggerezza, la seconda: la morbidezza. l’Alpine A110 non vuole essere un’auto per i trackday, ma semplicemente una splendida sportiva stradale. E lo è.

Ad andature tranquille – e nella modalità meno sportiva delle tre – è un’auto comoda, anche per uno alto 185 cm come me. Lo sterzo è leggerissimo, il cambio di velluto e la visibilità è accettabile. Sono molto sorpreso, anche perché con sospensioni a quadrilatero (come quelli delle auto da corsa) mi aspettavo qualcosa di più duro, di più estremo.

Dinamica di guida

Ci vuole una strada che metta a nudo l’Alpine A110, e per fortuna ne conosco molte. In modalità “race” l’auto si esalta e diventa più reattiva ed eccitata. Gli ammortizzatori però non si irrigidiscono, facendole così cambiare personalità solo in parte.

L’assetto morbido ha il vantaggio di infondere fiducia, di far danzare l’Alpine sulle punte dei piedi, e di invogliarvi a giocare con lei. Così ci si ritrova ben presto a lanciarla in curva con cattiveria, come se fosse un’utilitaria. Quando si frena forte il posteriore tende ad alleggerirsi causando spettacolari – ma poco efficaci – sovrasterzi in ingresso di curva. In uscita c’è anche un po’ di sovrasterzo, ma gestibilissimo, anche perché il “finto” differenziale autobloccante non vi permette di esibirvi in drifting funambolici. Insomma è un’auto viva, che si muove, che coinvolge, ma anche tanto addolcita.

Gli amanti della pista non apprezzeranno questo suo temperamento, e anch’io personalmente avrei preferito un’assetto più rigido, un differenziale autobloccante meccanico, magari dei freni più potenti; ma la verità è che un set-up più estremo avrebbe rovinato la sua sfruttabilità. È molto più vicina alla semplicità di una Mazda Mx-5 che al carattere duro e scorbutico di un’Alfa Romeo 4C, volutamente.

La parte più bella è il modo in cui collaborano sterzo, motore e cambio. Il primo è leggero e sensibile, magnifico in quanto a precisione e feeling, mentre il motore 1.8 litri turbo da 252 CV spinge fino alla zona rossa con un crescendo entusiasmante che raramente appartiene alle unità turbocompresse.

E poi ringhia, suona, borbotta, spara botti in rilascio. Fa scena. A questo si aggiunge un cambio doppia frizione EDC dal set-up squisitamente veloce, senza dubbio al pari dei migliori in circolazione: rapido a salire, fisico – come dovrebbe essere – in modalità race, e puntuale nelle scalate. Senza contare che il feeling dei lunghi paddle fissi al piantone è squisitamente racing.

L’aggiornamento all’omologazione Euro6 d-temp, però, ha tolto un po’ di grinta al motore, che risulta ora leggermente più lento nella risposta e senza fiato nel salire di giri. Peccato.

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Cosa dice di te

Ti piacciono i rally, le sportive senza compromessi e sei un nostalgico

Quanto ti costa

Il prezzo dell’Alpine A110 parte da 56.100 euro. Non sono pochi, ma è un oggeto speciale e molto esclusivo. Buoni i consumi: con una guida attenta si percorrono anche i 15-16 km/l.

PROFILO
Dimensoni418- 180 -125
Potenza252 CV a 5.000 giri
Coppia320 Nm a 2.000 giri
Trasmissione7 marce doppia frizione, trazione posteriore
0-100 km/h4,5 secondi
V-max250 km/h
Consumi6,1 l/100 km

Le concorrenti

Alfa Romeo 4C, Mazda MX-5, Porsche 718