Primo contatto

Renault Mégane: elettrica, di design e più sportiva

di Alessandro Pasi -

La nuova Renault Mégane E-tech ha un motore elettrico sincrono 8 poli da 220 CV, 300 Nm di coppia, due tipologie di batterie da 40 o da 60kW/h per un’autonomia, rispettivamente, di 300 e 470 km.

In dieci anni Renault ha venduto più di 400 mila vetture elettriche, dalla prima Zoe. Correva l’anno 2013, ma i primi esemplari del progetto Z.E. (zero emission) si erano visti nel 2008. Tutto questo perché – lasciatemelo dire – io, al lancio della Zoe, c’ero. E non lo dico per motivi di basso orgoglio di giornalista di lungo corso ma per poter testimoniare come e quanto il mondo dell’elettrico sia cresciuto in questi dieci anni. Perché allora, tolto il presidente dell’alleanza Renault-Nissan Carlos Ghosn, nessuno sull’auto elettrica avrebbe scommesso un euro. Tanto che, a domanda, l’allora amministratore delegato del Gruppo Volkswagen, Martin Winterkorn rispose che VW avrebbe messo sul mercato una vettura a batteria solo e soltanto quando lo sviluppo tecnico-tecnologico l’avesse resa una reale alternativa all’automobile a motore termico tradizionale.

La Renault Zoe aveva un’autonomia dichiarata di 160 chilometri, faceva i 135 km/h, aveva 85 CV di potenza, si ricaricava con la presa da 230 volts, pesava un botto e si comportava come un ferro da stiro su quattroruote.

Dieci anni dopo entrare nella nuova Mégane E-tech ha pertanto un sapore totalmente diverso, come passare da un biplano a un caccia supersonico. Non ci credete. Attenzione ai nuovi numeri: motore elettrico sincrono 8 poli da 220 CV, 300 Nm di coppia, due tipologie di batterie da 40 o da 60kW/h per un’autonomia, rispettivamente, di 300 e 470 km. In più un sistema gestibile (e incrementabile in funzionalità) per il recupero dell’energia in frenata o in discesa, comandabile con due paddle dietro al volante, dove di solito si trovano – nelle macchine sportive – i comandi per salire o scendere coi rapporti del cambio automatico. Qui il rapporto, le marce, è uno solo, il grande vantaggio del motore elettrico sul termico, non bisogno di dover armeggiare con rapporti e leve, la coppia massima arriva già a un giro del motore, e poi basta farlo salire di giri, fin dove si vuole, tenendo conto che più ruota più energia richiede.

Dopo i numeri l’interno, l’abitacolo. Le portiere si aprono offrendo alla mano la maniglia che fuoriesce in automatico. Nell’abitacolo, la plancia (rifinita in materiali di pregio, morbidi e dall’aspetto simile alla moquette nella parte superiore, molto gradevole a vedersi e a toccarsi) è dominata da un grande monitor da 24 pollici (proprio così, avete letto bene) nel compaiono a vostra richiesta le informazioni necessarie, dalla velocità, all’autonomia alle mappe del navigatore by google car. Ottima ma per davvero la riproduzione musicale con sei altoparlanti realizzati da Arkamis, una delle aziende più quotate nella realizzazione di impianti di alta fedeltà musicale e riproduzione del suono in 3D.

A bordo la sensazione è di trovarsi su una vettura di gran qualità, solo a sedersi. Non c’è il comando tradizionale del cambio, il solito pomello tra i sedili, ma dietro al volante una levetta con tre posizioni, D (drive) P (parking) e R (retro). Bisogna farci l’abitudine, tipo cinque secondi e si va, con l’uscita dal parcheggio monitorata da video camere. Una novità interessante è data dallo specchietto retrovisore centrale che, abbassato con la levetta centrale, si trasforma in un monitor che vi fa dà una visione tipo occhio di pesce di tutto quello che succede dietro la macchina.

La Renault ha organizzato questo primo contatto partendo da Marbella e girellando su e giù le montagne e le colline che si affacciano sulla Costa del Sol, con salite decise e altrettante discese. Un bel tragitto, fatto in metà in modalità Eco per risparmiare energia elettrica e in metà in modalità Sport per vedere come si comporta forzando un po’ la guida. Tra l’altro la Mégane ha un sistema di sospensioni Multilink al retrotreno davvero efficaci, specie nel garantire la tenuta di strada con gomme stridenti.

Intanto va detto che nel complesso, dopo più di 200 chilometri, avevamo ancora il 62% della capacità della batteria, quindi consumi veritieri e molto buoni. Poi la Mègane ci è piaciuta non poco nell’affrontare alla garibaldina tornanti e sorpassi di altre auto: il bello dell’elettrico che per davvero si hanno due macchine in una. Iper-ecologica, soft e confortevole se vogliamo ammirare il panorama con famiglia e bimbi a bordi, cattivissima e sportivissima se ci vogliamo divertire a sgommare e accelerare (ricordiamoci! Nei limiti del codice!) e a tenere buone medie. Infine l’insonorizzazione. Eccellente e garanzia di ulteriore relax. Prezzi da 37 a 47 mila euro, in assenza di incentivi. Ma speriamo che li rimettano.