Primo contatto

Range Rover Sport: in scena il terzo atto

di Massimo Mambretti -

La terza serie della Sport, pur essendo nuova da cima a fondo, non abdica a quei tratti che hanno permesso alle sue progenitrici di distinguersi dall’altra Range

Dopo dieci di anni di carriera la Range Rover Sport cambia radicalmente. L’evoluzione della specie si basa sulle inedite tecnologie portate alla ribalta dalla Range Rover classica, verso la quale da diverso tempo il brand (solo fuoristrada) inglese ha riversato ogni genere di soluzione per farle assumere un ruolo da vera e propria ammiraglia.

La terza serie della Sport pur essendo nuova da cima a fondo non abdica, però, a quei tratti che hanno permesso alle sue progenitrici di distinguersi dall’altra Range. Che, tra l’altro, la generazione precedente della Sport ha battuto nettamente a livello di vendite globali, tanto da diventare anche una delle Land Rover più vendute in assoluto. Insomma, la Sport è un modello strategico per la Land Rover. Il fil-rouge che lega la Sport alla consanguinea è tutto sotto alle vesti, mentre lo stile della carrozzeria eredita molti spunti dall’altro modello ma integra stilemi specifici, imprescindibili per renderla riconoscibile.

 

Molto robusta, ma atletica

Con una lunghezza che sfiora i 5 metri, una larghezza che sfonda i 2 metri e un’altezza che supera 1,80 metri, la nuova Sport si distacca dalla precedente anche per le dimensioni che, tra l’altro, accorciano anche la distanza dalla sua corporatura da quella della Range classica a passo corto. Padiglione spiovente, alta linea di cintura e family-style anteriore che ripropone, in un nuovo design e in un nuovo formato, la mascherina e la fanaleria sottili che sovrastano il robusto scudo paraurti sono i tratti distintivi a cui non abdica la Sport. La linea della nuova generazione, però, abbandona i tratti tesi raccordati da decise nervature e seguendo i dettami della più recente evoluzione del design Range Rover, basato su stilemi che si raccordano senza soluzione di continuità, genera una linea monolitica. Il più evidente punto di distacco con la Sport precedente è costituito dal disegno della coda, nella quale spicca un profilo che, però, è anche una striscia luminosa a Led che raccorda la fanaleria, sovrastando la targa ora posta sotto al lunotto. Visivamente il risultato contribuisce a esaltare la larghezza della Sport, ma anche a diluire l’impatto con la sua statura oversize.

 

Dentro è un salotto, anche eco-friendly

La robusta corporatura, propiziata anche dall’architettura Mla-Flex sviluppata dalla Land Rover per ospitare sia powertrain ibridi di ogni genere sia full-electric, si riflette all’interno della Sport generando un ambiente estremamente spazioso, grazie anche alla complicità del passo che sfiora i 3 metri. L’abitacolo offre tutto quello che ci si attende da una Range Rover a livello di presentazione e di ricercatezza. Lo stile dell’arredamento chic-minimalista propone come unico punto di distacco da quello della Range che fa la limousine solo il disegno e l’inclinazione della consolle centrale che, tra l’altro, in questo caso ospita anche il display e i comandi per gestire la climatizzazione. La digitalizzazione dell’ambiente è estesa e facilita l’interazione uomo-macchina con il display da 13,7” della strumentazione configurabile e quello leggermente orientato verso chi guida da 13,1” del sistema d’infotainment estesamente connesso Pivi Pro, oltre che con l’eventuale head up display. L’atmosfera è in un solo colpo sfiziosa, hi-tech e optando per rivestimenti naturali, di sintesi o ottenuti da processi di riciclo può soddisfare anche le esigenze degli automobilisti più eco-friendly.

 

Green e tecnologicamente avanzata

Nel pieno rispetto delle attuali esigenze la Range Rover Sport, al pari della consanguinea, è offerta con una gamma di motori estesamente elettrificata nella quale più avanti si inserirà anche una proposta full-electric. Intanto, le possibilità di scelta spaziano dalle versioni P360 e P400 a benzina e D250, D300 e D350 con motori a 6 cilindri mild-hybrid a 48V di 3 litri a benzina e turbodiesel, le cui potenze sono trasmesse dalle cifre che completano la sigla d’identificazione del modello. A queste proposte si affiancano le versioni ibride plug-in P440e e P510e, che promettono di muoversi sotto la spinta dei soli elettroni per oltre 100 chilometri. Al vertice della famiglia c’è la P530, spinta da un V8 biturbo di 4,4 litri di origine BMW. Non è un’unità elettrificata, ma è quella che nel complesso sostiene maggiormente la denominazione Sport di questa Range Rover. A prescindere dalla motorizzazione tutte queste dinamiche Range Rover offrono, di serie o a richiesta, il retrotreno sterzante, le barre antirollio attive, la trazione integrale predittiva, la release più recente il Terrain Response 2 per settare nella maniera migliore la vettura su strada e in fuoristrada e le sospensioni elettroniche pneumatiche che si settano anticipatamente in funzione della strada che si deve percorrere grazie ai dati rilevati da telecamere e dal navigatore.

La Range Rover Sport è in vendita a prezzi a partire da 95.400 euro. In rapida successione saranno disponibili le Sport negli allestimenti Core, Hse, Autobiography e Dynamic.