Primo contatto

Dacia Duster restyling: ritocchini di sostanza

di Marco Coletto -

Abbiamo guidato la Dacia Duster restyling: a tre anni dal lancio la seconda generazione della SUV compatta rumena - nuovamente disponibile con il grintoso motore 1.3 turbo benzina TCe da 150 CV - è stata sottoposta a un leggero lifting estetico e tecnico ma i suoi (tanti) pregi e (pochi) difetti sono rimasti immutati

La Dacia Duster ha ceduto al ritocchino anche se non ne aveva bisogno: già prima del restyling era una delle crossover del “segmento C” più interessanti in commercio. A tre anni dal lancio la seconda generazione della SUV compatta rumena – disponibile a trazione anterioreintegrale – ha beneficiato di un leggero lifting che ha portato alcune modifiche estetiche e tecniche.

Nel nostro primo contatto abbiamo avuto modo di guidare la Dacia più “sportiva” di sempre: la Duster restyling spinta dal motore 1.3 turbo benzina TCe da 150 CV tornato in listino dopo qualche mese di assenza. Una versione grintosa offerta esclusivamente a due ruote motrici nel ricco allestimento Prestige: scopriamo insieme i suoi pregidifetti.

Dacia Duster: cosa è cambiato con il restyling

Non molto: per quanto riguarda lo stile segnaliamo i gruppi ottici rivisti (davanti ci sono le luci diurne a forma di Y come sulla Sandero e – al debutto assoluto su una Dacia – gli indicatori di direzione a LED), la vernice Orange Arizona e il nuovo look della mascherina. Un cambiamento estetico, quest’ultimo, che ha inciso positivamente anche sull’aerodinamica (e, di conseguenza, sulla riduzione dei consumi) insieme al redesign dello spoiler posteriore e dei cerchi in lega. Dentro spiccano invece le sellerie inedite e la consolle centrale rialzata dotata di un ampio bracciolo scorrevole (7 cm) che presenta un vano portaoggetti chiuso da 1,1 litri e due prese USB di ricarica per i passeggeri posteriori.

Al capitolo “tecnica” segnaliamo il ritorno del motore 1.3 turbo benzina TCe da 150 CV e l’addio del 1.5 turbodiesel Blue dCi meno potente, quello da 95 CV. Senza dimenticare il serbatoio più grande (49,8 litri) per la versione GPL e il servosterzo ricalibrato per la guida a medie e alte velocità (a nostro avviso, però, ancora troppo turistico nella taratura).

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Dacia Duster restyling: come va la 1.3 TCe

Il motore 1.3 turbo benzina TCe da 150 CV – già presente nella gamma della Dacia Duster nel 2019 e nel 2020 e sparito dal listino per alcuni mesi – è un piccolo gioiello che purtroppo verrà acquistato da pochi clienti (la maggioranza punterà sul più economico 1.0 turbo tre cilindri a GPL). Un propulsore silenzioso, ricco di coppia (250 Nm) e pronto ai bassi regimi abbinato a un cambio automatico a doppia frizione a sei rapporti rapido e fluido nei passaggi marcia.

Nonostante le prestazioni briose (“0-100” in 9,7 secondi) e un impianto frenante potente la seconda generazione della SUV compatta rumena non nasce per fare le corse e punta più sul comfort: lo sterzo leggero e poco sensibile non aiuta. Eccellente in compenso il comportamento sulle superfici sconnesse: merito dell’altezza libera dal suolo di 21,7 cm e di angoli caratteristici di tutto rispetto (dosso 21°, attacco 30° e uscita 34°). Non male per una crossover a trazione anteriore.

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Dacia Duster restyling: i motori

La gamma motori della Dacia Duster restyling è composta da quattro unità sovralimentate:

  • un 1.0 turbo tre cilindri benzina TCe da 90 CV
  • un 1.3 turbo benzina TCe da 150 CV
  • un 1.0 turbo tre cilindri GPL TCe da 101 CV
  • un 1.5 turbodiesel Blue dCi da 116 CV
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Dacia Duster restyling: costa il giusto e offre tanto

La Dacia Duster 1.3 TCe protagonista del nostro primo contatto ha un prezzo in linea con quello delle concorrenti (22.150 euro) e può vantare una ricca dotazione di serie (con qualche lacuna relativa ai sistemi di assistenza alla guida):

  • Climatizzatore automatico
  • Retrocamera di parcheggio + sensori di parcheggio posteriori
  • Media Nav 8″: navigatore, radio DAB, smartphone replication con wifi, connessione Bluetooth, 6 speakers (4 speakers + 2 tweeters), touch screen 8″
  • Consolle centrale con bracciolo scorrevole e portaoggetti
  • Blind Spot Warning
  • Cerchi in lega da 17″ design Tergan
  • Barre tetto con inserti cromati
  • Retrovisori esterni cromati regolabili elettricamente
  • Scarico cromato
  • Sellerie Prestige
  • Sedile con regolazione lombare
  • Luce centrale per i passeggeri posteriori
  • Cruise Control
  • Alzacristalli elettrici anteriori e posteriori
  • Sedile del conducente regolabile in altezza
  • Fari fendinebbia
  • Maniglie delle porte in tinta carrozzeria
  • Volante in TEP regolabile in altezza e profondità
  • Parti decorative cromo satinate
  • Panchetta posteriore frazionabile 1/3-2/3
  • Modalità Eco
  • Vano centrale portaoggetti
  • Chiusura centralizzata
  • Limitatore di velocità
  • Nuova griglia anteriore
  • Luci anteriori e posteriori a LED Y shape
  • Spoiler posteriore
  • Paraurti in tinta carrozzeria
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Dacia Duster restyling: le novità in 5 punti

  • Mascherina ridisegnata
  • Luci diurne a forma di Y
  • Indicatori di direzione anteriori a LED
  • Servosterzo ricalibrato
  • Ritorno del motore 1.3 turbo benzina TCe da 150 CV
Scheda tecnica
Lunghezza4,34 metri
Larghezza1,80 metri
Altezza1,69 metri
Acc. 0-100 km/h9,7 s
Bagagliaio445/1.623 litri
Caratteristiche motoreturbo benzina, 4 cilindri, 1.332 cc, 150 CV e 250 Nm di coppia
Prezzo22.150 euro

Dove l’abbiamo guidata

Nel nostro primo contatto abbiamo guidato la Dacia Duster restyling tra ParigiErmenonville attraversando le regioni dell‘Île-de-France e dell’Alta Francia: un percorso variegato nel quale abbiamo affrontato tutte le situazioni possibili (città, statali e autostrade) fatta eccezione per i tornanti di montagna, introvabili da queste parti.

La SUV compatta rumena spinta dal propulsore 1.3 turbo benzina ha offerto consumi non esagerati – intorno ai 15 km/l guidando in modo normale – mentre per quanto riguarda il resto conserva i pregi e i difetti della variante pre-restyling. Le note positive sono relative all’abitacolo (spazioso per le gambe e la testa di chi si accomoda dietro) e al bagagliaio ampio e sfruttabile mentre non convincono del tutto le finiture (gli assemblaggi sono buoni, i materiali meno) e le dimensioni esterne ingombranti: 4,34 metri di lunghezza non sono pochi da gestire nel traffico, per fortuna i sensori di parcheggio e la retrocamera sono di serie.

NON TUTTI SANNO CHE – il filosofo svizzero Jean-Jacques Rousseau è morto a Ermenonville.

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Dove vorremmo guidarla

Abbiamo potuto guidare la Dacia Duster restyling in quasi tutte le condizioni possibili e questo ci ha permesso di valutare in modo completo la Sport Utility compatta esteuropea, una delle proposte più interessanti della categoria. Una crossover pronta a tutto rivolta a chi cerca spazio e comfort. Si spende poco e si riceve in cambio tanto ma non tutto: bisogna rinunciare necessariamente a qualcosa in termini di finituresicurezza (oltre alla carenza di ADAS bisogna segnalare le sole tre stelle ottenute nei crash test Euro NCAP).

Le concorrenti

DR 5.0 1.5 Turbo La SUV compatta cino-molisana è più potente della Duster e costa ancora meno ma è inferiore alla rivale rumena in tutte le altre voci della pagella.
Jeep Compass 1.3 T4 Limited Anche lei monta un motore 1.3 turbo benzina da 150 CV abbinato a un cambio automatico a doppia frizione ma il suo prezzo è fuori categoria.
Opel Mokka 1.2 Turbo 130 CV aut. Edition Piccola fuori e dentro, monta un eccellente cambio automatico (convertitore di coppia) a 8 rapporti e punta più sul piacere di guida che sul comfort.
Volkswagen T-Roc 1.5 TSI DSG Style 150 CV, un cambio automatico a doppia frizione e prezzi di listino sensibilmente più alti di quelli della Duster.