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McLaren F1: ICONICARS

di Francesco Neri -

Negli anni ’90 era l’auto più veloce del mondo, e senza dubbio è rimasta un punto di riferimento molto lungo. Oggi è una vera e propria leggenda

Chi conosce Gordon Murray, sa di quale mente visionaria stiamo parlando. È la persona che ha realizzato le monoposto di Formula 1 Brabham e Williams che conquistarono 13 mondiali, ed è la stessa persona che ha partorito la McLaren F1.

Una vettura stradale, la F1, pensata per mostrare al mondo che cos’erano in grado di fare gli ingegneri inglesi se avessero avuto carta bianca. E l’hanno avuta.

Prodotta dal 1993 in pochissimi esemplari, la McLaren F1 è, prima di tutto, un’auto bellissima. La sua linea scolpita dall’aria è ancora attuale e moderna. Solo la spalla rialzata delle gomme e i gruppi ottici tradiscono la sua età, perché per il resto è un’auto moderna.

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Meccanicamente era un vero gioiello: motore centrale e trazione posteriore, ovviamente, ma soprattutto un telaio in monoscocca in fibra di carbonio, la prima vettura stradale ad averla.

La McLaren f1 era davvero rivoluzionaria. I sedili erano tre (quello centrale dedicato al guidatore), le portiere si aprivano a forbice e il rapporto peso potenza era sbalorditivo.

Pesava poco più di 1100 kg, e il suo V12 6,0 litri aspirato di origine BMW erogava 627 CV, 680 nelle versioni LM. La copertura del cofano motore posteriore era in oro sottile, per dissipare meglio il calore. Per anni è stata la vettura più veloce in commercio: 0 – 100 km/h in 3,2 secondi, 0-160 km/h in 6,3 secondi e 386 km/h di velocità massima, numeri sbalorditivi.

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Oltre ai pochi esemplari “standard”, sono state prodotte anche 5 versioni LM e 3 versioni GT.

La gamma della McLaren F1 viene impreziosita da altre due versioni destinate all’uso quotidiano. Alcuni esemplari sono stati venduti (o donati) al Sultano del Brunei, allo stilista (e collezionista) Ralph Lauren.

La LM derivata dalla versione GTR da corsa, ma era addirittura più potente. 680 Cv e 705 Nm di coppia, con un peso inferiori di 60 kg rispetto alla versione stradale di serie. Aveva un alettone posteriore enorme che ne migliorava la deportanza e uno sterzo più diretto.