Auto Sportive

Legendary cars – Audi Quattro Sport

di Francesco Neri -

Un’auto che ha rivoluzionato il mondo delle corse, e delle sportive stradali

Non esagero quando dico che l’Audi Quattro Sport ha cambiato il mondo. Fino al 1981, nel rally, le auto a trazione integrale erano considerate poco efficaci o addirittura penalizzate. Il 4X4 era roba da fuoristrada, non certo da macchina da corsa. La trazione integrale rende le auto più pesanti, più sottosterzanti, e anche meno agili, se vogliamo.

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Quando però nel 1982 l’Audi Quattro Sport, dotata di motore cinque cilindri turbo da 360 CV e trazione integrale, debuttò ne modiale rally, la sua superiorità fù schiacciante. Quell’anno Audi vinse il titolo costruttori, l’anno dopo il mondiale piloti con Mikkola, e quello dopo ancora con Blomqvist. Da allora nessun’altra auto sprovvista di trazione integrale vinse un mondiale.

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L'AUDI QUATTRO SPORT

Ma arriviamo a lei, la nonna di tutto le compatte sportive a trazione integrale. L’auto che ha dato origine alle versioni “quattro” di ogni Audi moderna, nonché la regina del turbo lag, del sottosterzo e degli sbuffi in rilascio. Per rendere la Quattro omologabile come vettura da corsa nel mondiale rally, Audi ha dovuto – da regolamento – produrre un certo numero di vetture stradali. Il motore 5 cilindri in linea turbo 2.2 litri produce uno dei suoni più dolci e inconfondibili. Assomiglia al latrato del 10 cilindri Lamborghini, ma con l’aggiunta delle “sfumature” dovute alla turbina KKK. La potenza della versione stradale è di 306 CV a 6.700 giri, con 370 Nm di coppia erogati a 3.700 giri.

La potenza viene scaricata a terra tramite un sistema di trazione integrale con tre differenziali, di cui il centrale e il posteriore bloccabili. Il cambio è un manuale a cinque marce, mentre le ruote con cerchi da 15 pollici ospitano dei modesti dischi da 280 mm con pinze a 4 pistoncini e sistema ABS.
La Quattro è anche un’auto piuttosto leggera, considerando il peso della trazione 4X4: grazie ai suoi 1280 kg, l’auto scatta da 0 a 100 km/h in 4,8 secondi. Nel 1984, una Ferrari Testarossa impiegava 5,9 secondi per scattare da 0 a 100 km/h.

L’auto è molto sbilanciata, con un muso pesante dovuto da un motore posizionato troppo avanti che rendeva l’auto pigra in ingresso di curva e sottosterzante.
Il turbo lag, poi, come su tutte le vetture turbo dell’epoca, è molto marcato. Per questi motivi, i piloti cominciarono ad frenare tanto con il piede sinistro, sia per fare il “frena accelera” in modo da tenere il motore in tiro, sia per “puntare” giù il muso con colpetti di freno, diminuendo il sottosterzo per fare girare l’auto.

Tutte le versioni stradali vennero vendute a clienti altamente selezionati ad un prezzo di 180.000 di lire, che nel 1981 erano ben più dei 200.000 euro moderni.