Auto Sportive

Le auto analogiche

di Francesco Neri -

Le auto sportive, grazie all'aiuto dell'elettronica e delle nuove tecnologie, diventano sempre più facili da guidare, mentre quelle che forniscono un'esperienza di guida "analogica" sono sempre meno.


L’era digitale

Viviamo in un periodo storico in cui le auto sportive sono infarcite di elettronica e soluzioni tecnologiche all’avanguardia. Porsche, Ferrari e Lamborghini, un tempo famose per la loro indole selvaggia e per le capacità di guida che pretendevano dal pilota, oggi sono diventate auto facili e alla portata di tutti (non economicamente), nonostante la mostruosa cavalleria di cui dispongono.

Le auto difficili di cui parlo non sono di quarant’anni fa: il salto che c’è stato, in termini di facilità di guida, tra una Ferrari 360 Modena ed una F430, o tra una Lamborghini Diablo ed una Murcielago, è enorme.

Se siete abbastanza fortunati da potervelo permettere, oggi potete andare al concessionario, staccare un assegno per una GT3 nuova di zecca, mettere il fondoschiena sul sedile, farvi una sparata a velocità folle su qualche passo di montagna con una facilità disarmante e tornare a casa per l’aperitivo comodi e rilassati.

È fantastico il lavoro che è stato fatto per rendere queste vetture facili da guidare, senza dover essere necessariamente piloti ma, d’altro canto, le auto che richiedono ancora un’estrema sensibilità e pelo sullo stomaco stanno diventando parte di una nicchia ristretta di vetture.

Giocattoli analogici

Per fortuna ci sono diverse Case automobilistiche che se ne infischiano dell’usabilità e dei cambi superveloci, il loro scopo è quello di costruire vetture analogiche che mettano in contatto il guidatore con l’auto, che richiedono impegno e concentrazione per andare forte e che ripaghino con altrettanta soddisfazione.

Ce n’è per tutti i gusti: dai prototipi estremi concepiti per i trackdays come le Radical, le Westfield e le ATS, fino alle Ariel, Caterham , che sono comunque giocattoli per la pista, ma anche godibili su strada. Infine ci sono le Lotus, le Morgan e le varie repliche di auto con carrozzeria retrò e meccanica moderna.

Queste auto, per qualche strano motivo quasi tutte inglesi, sono come una boccata d’aria fresca in un mondo fatto di cambi al volante, manettini e tecnologia fantascientifica.

La leggerezza, la connessione e il divertimento che una Lotus Elise può darvi è qualcosa che va al di là delle prestazione e della cavalleria bruta.

Per tutti i gusti

Se siete in cerca di una macchina dura e pura che sia anche  in grado di tenervi asciutti quando piove, le Lotus fanno per voi: dalla bilanciatissima ed equilibrata Elise, l’estrema Exige S fino alla più vivibile Evora.

Se invece siete un po’ più avventurosi e vi piacciono le “macchinine” telecomandate con rapporti peso-potenza ridicoli, Caterham e Ariel fanno al caso vostro. Fare una qualsiasi strada a manetta al volante di uno di questi mezzi è probabilmente la cura antidepressiva più potente che ci sia.

Infine, per i drogati di adrenalina che sostengono che una GT3 RS è troppo da mollaccioni, Radical, ATS e Westfield sono la scelta giusta. Queste vetture in pista sono svariate manciate di secondi più veloci di una GT3 da gara, e richiedono “palle” e grandi capacità per essere spremute a pieno, ma allo stesso tempo rappresentano la massima espressione del piacere di guida analogico, che sempre meno le auto nuove sono in grado di dare.