Auto Sportive

Glossario della guida sportiva: la deportanza

di Francesco Neri -

Nel traffico non la percepiamo, su strada, raramente riusciamo a sfruttarla, ma in pista la deportanza aerodinamica comincia a fare la sua magia

Avete presente le monoposto di Formula 1 che imboccano le curve a 300 km/h e rimangono incollate all’asfalto? Bene. Quello che le impedisce di volare via non è il grip generato dalle gomme (non solo almeno), ma sono gli alettoni, gli spoiler e le appendici aerodinamiche che la schiacciano al suolo. In poche parole: l’aria che le schiaccia a terra.

Com’è possibile? Pensate ad un aereo di linea, un Boeing 737, ad esempio, quello “medio” di gamma: pesa circa 50.000 kg e, al momento del decollo (a circa 250 km/h) la portanza aerodinamica lo solleva da terra. Una Formula 1 pesa solo 600 kg, circa 80 volte meno di aereo, quindi immaginate quanto poco basterebbe per farla decollare, se solo le sue “ali” fossero state progettate per quello.

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La deportanza

Ma per fortuna non lo sono. Sono state progettate per creare “DE-portanza”, appunto, ovvero la forza aerodinamica che spinge il veicolo verso il suolo, non verso il cielo (come nel caso della portanza).

Una monoposto di Formula 1 sarebbe in grado di percorrere una galleria a testa in giù facilmente, grazie al suo carico aerodinamico. L’effetto è quello di una grossa mano che vi schiaccia a terra man mano che aumenta la velocità.

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In circuito

Le macchina da corsa, soprattutto le monoposto e i prototipi, sfruttano il carico aerodinamico per avere extra-grip nelle curve veloci; non solo, maggior carico aerodinamico significa anche un frenata più potente.

Come cambia questo nel modo di guidare? Parecchio. Le auto che vantano molto carico aerodinamico, per sfruttarlo come si deve, devono entrare in curva a velocità molto più alte rispetto alle auto “scariche” di deportanza.

È un modo innaturale di guidare, che va quasi contro il proprio istinto: più forte si entra in curva, più l’auto sarà incollata a terra. Naturalmente c’è un limite fisico oltre cui non si può andare, ma è un limite incredibilmente alto. Di contro, nelle curve lente (dove la velocità non è abbastanza alta da generare deportanza), le auto come le monoposto saranno più nervose e scorbutiche da guidare.