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Drifting: glossario della guida sportiva

di Francesco Neri -

Il drifting non è solo un “mondo” di guidare, ma è diventato un vero e proprio sport. Vediamo in cosa consiste

Il drifting, che significa letteralmente “andare alla deriva”, è un modo di guidare l’auto, oltre ad essere una disciplina sportiva a livello mondiale. In parole povere: driftare significa guidare l’auto di traverso, quindi con una sbandata controllata.

Nella disciplina sportiva si possono usare solo auto derivate da quelle di serie e con la trazione posteriore, ma ovviamente si può driftare per puro diletto con qualsiasi auto – purché sia a trazione posteriore, o al massimo integrale.

Perché non con le auto a trazione anteriore? Semplice: non si può prolungare il sovrasterzo usando l’acceleratore, il che è fondamentale.
Ma andiamo per gradi. Abbiamo appurato che driftare significa guidare di traverso l’auto, con le ruote posteriori che slittano e un controsterzo lungo e controllato. Più potenza si ha a disposizione, più facile sarà controllare il pattinamento delle ruote.

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Le tecniche

Ma quali sono le tecniche specifiche che si utilizzano per driftare?

Innanzitutto bisogna provocare un sovratserzo, e poi mantenerlo per tutta la curva. Ci sono molte tecniche per provocare un sovrasterzo e si dividono in due gruppi principali: statiche e dinamiche.
Quelle statiche “spezzano” l’equilibrio dell’auto, mentre quelle dinamiche sfruttano il trasferimento di carico (dei pesi) dell’auto, causando un sovrasterzo più dolce.

Vediamole nel dettaglio.

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Statiche

Tra le tecniche statiche troviamo il freno a mano, il blocco di ponte e il sovrasterzo di potenza.

La tecnica del freno a mano è semplice: basta tirare la leva (e premere la frizione) prima della curva (innescando il sovrasterzo) per poi rilasciarla e proseguire il drift utilizzando l’acceleratore.
Tuttavia il freno a mano rende molto rapida la perdita di grip, e il passaggio leva- gas non è sempre facile da gestire.

Più intuitivo il blocco di ponte, che consiste nel scalare una marcia in velocità (e mentre si imbocca la curva) così da bloccare le ruote posteriori e innescare un sovrasterzo. In questo caso la perdita di grip sarà più graduale, e il fatto di non dovere schiacciare e rilasciare la frizione fa sì che il motore sia sempre pronto.

L’ultima delle tecniche statiche è il sovrasterzo di potenza: basta dare gas (sempre con una trazione posteriore) per far slittare le gomme e causare il sovrasterzo, dopodiché basterà mantenerlo.

Dinamiche

Le tecniche dinamiche sono più raffinate e, se padroneggiate al meglio, anche efficaci. Ne fanno parte il pendolo, la frenata in curva e il “tiro rilascio”.

La frenata in curva e il rilascio sfruttano il trasferimento di carico sull’asse anteriore per alleggerire il posteriore dell’auto e innescare un sovrasterzo dolce e graduale. Nel primo caso basta dare un colpetto di freno nella fase di inserimento in curva, nel secondo invece si rilascia bruscamente l’acceleratore. La fase successiva, ovviamente, è il controllo dell’acceleratore e dello slittamento delle ruote.

E infine c’è il pendolo, la manovra più spettacolare e utilizzata. Prima di una curva si sterza bruscamente nella direzione opposta per “caricare” il peso, per poi sterzare di nuovo verso la curva, così da sbilanciare l’auto e innescare un sovrasterzo.
Con il pendolo si può passare da una curva all’altra mantenendo il drift, sfruttando il continuo trasferimento di carico dell’auto.

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