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Volkswagen ID. R, c’è il DRS come sulle F1

La vettura elettrica sta affinando le sue doti aerodinamiche per affrontare presto il Nurburgring alla ricerca del record

La Volkswagen ID. R, dopo aver affrontato la Pikes Peak, dovrà affrontare la pista del Nurburgring-Nordschleife, dove l’efficienza aerodinamica sarà di fondamentale importanza. Per questo motivo gli ingegneri tedeschi stanno lavorando per rendere la vettura particolarmente efficiente, in tal senso.

Oltre a un fondo apposito e a una nuova ala all’anteriore, la ID. R avrà anche un alettone posteriore di nuovo disegno. Sarà molto più basso rispetto a quello della Pikes Peak, così da offrire meno superficie di resistenza allo scorrere dell’aria.

Il DRS come sulle F1

Inoltre, per ridurre ulteriormente la resistenza aerodinamica in alcuni settori, l’ala posteriore adotterà una tecnologia tipica della Formula 1:
il Drag Reduction System (DRS). Nella categoria regina del motorsport, il DRS viene utilizzato per aumentare la velocità e semplificare i sorpassi. La ID. R invece correrà da sola, quindi l’elemento apribile dell’ala posteriore verrà utilizzato solamente per risparmiare energia.

“La differenza tra la posizione normale e quella aperta in termini di deportanza è intorno al 20%”, spiega Dechipre, l’ingegnere responsabile dell’aerodinamica della Volkswagen ID. R. Il DRS tornerà particolarmente utile quando la Volkswagen ID. R percorrerà il rettilineo di quasi tre chilometri.

“Con il DRS attivato, l’auto ha bisogno di meno energia per mantenere la velocità massima lungo tutto il rettilineo, così la ID. R raggiunge la sua velocità massima più rapidamente”, ha detto Dechipre.

I test in galleria del vento

Come accaduto nei preparativi al record della Pikes Peak dell’anno scorso, la Volkswagen ha testato l’aerodinamica della ID. R in galleria del vento. Inizialmente lo ha fatto con un modello in scala 1:2, poi ha continuato il lavoro sull’automobile vera e propria.

“Così facendo, abbiamo potuto simulare i movimenti della ID. R in frenata e in curva, con i conseguenti cambi nell’aerodinamica”, spiega Dechipre. Per provare più varianti possibili dei componenti aerodinamici progettati nelle simulazioni al computer, la Volkswagen Motorsport ha utilizzato ancora una volta la stampa 3D.

Con questa tecnica, piccoli componenti di plastica dalla forma complessa possono essere realizzati in poco tempo e risparmiando molto sui costi. Un esempio sono i deflettori davanti ai passaruota posteriori che ottimizzano il flusso dell’aria intorno alle ruote.