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Serie 4 BMW, il ritrovato piacere della guida

di Alessandro Pasi -

La nuova BMW Serie 4 Coupé: emozione di guida ma anche tanta tecnologia. Il risultato: un veicolo con un grandissimo carattere

A furia di guidare tre volumi o macchine rialzate semi-SUV a trazione anteriore, viene quasi un brivido a sentire scodare leggermente dietro. Complice la neve e nonostante delle Pirelli Sottozero (ma larghe quanto quelle di una Formula Uno) e i control off, ecco che la disposizione del motore anteriore e trasmissione posteriore ci fa rivivere per un secondo gli anni folli – Settanta, Ottanta – di quando BMW e Alfa si sfidavano sulla Milano-Bologna a cannone (non c’erano gli autovelox) o si ingarellavano sulle strade di montagna, scodando sui tornando e rischiando l’osso del collo se c’era un poco di nevischio.

Un secondo, che è il tempo psicologico nel quale la nuova BMW Serie 4 Coupé va a riallineare coda e muso senza che si debba armeggiare con sterzo e acceleratore. La tecnologia si fa sentire, eccome ed evviva. Ma torniamo al muso riallineato, perché mai in BMW avevano osato tanto, sviluppare così in lungo e in largo, il radiatore, il doppio rene, che marchia a fuoco le auto di Monaco di Baviera fin dall’esordio.

È bello? Domanda non corretta. È importante, meglio, dà un carattere mai visto a una BMW, incastonandosi nel frontale ampio e quasi a sorreggere un cofano lungo e con belle nervature laterali. Il risultato è che l’auto si fa notare, molto, tanto, cattura gli sguardi anche se passate sornioni in una strada di paese. Se poi date un poco di gas, altro che farsi notare, il rombo sommesso anticipa sguardi del pubblico voluttuosi, come non capitava da tempo.

Il mantenimento della tecnica motore davanti trazione dietro in una coupé ha dei vantaggi non indifferenti, perché permette al designer di mantenere linee filanti e proporzioni magnifiche, tanto che il dinamismo nasconde dimensioni che non sono proprio da auto compatta: 4,77 metri di lunghezza, 1,85 di larghezza e ben 2,85 metri di passo, cioè di distanza tra le ruote anteriori e quelle posteriori. Molto BMW anche il posteriore, “schiacciato” in virtù dei gruppi ottici a sviluppo orizzontale e dei grossi scarichi (veri, non virtuali) ai lati del paraurti.

Di motori ce ne sono tanti da scegliere. Forse il più indicato – viste le premesse -è il tremila sei cilindri turbodiesel da 286 CV (ma ci sono anche da184, 374 e 510 CV). Spinge subito come un dannato ma se si sceglie di settarlo in Eco (gli altri programmi sono Sport e Comfort) consuma veramente poco, sui venti chilometri con un litro di gasolio, senza star lì a studiare troppo strada e dosaggio del gas.

E veniamo agli interni. La plancia è quella nuova nuova della BMW serie 3, ma dentro la serie 4 sembra studiata apposta per stupire e piacere. Alta la qualità dei materiali, ottima l’ergonomia, avvolgenti, sportivi ma comodi i sedili. Tra tutti i comandi possibili e immaginabili, uno colpisce e affascina, il comando del volume della musica muovendo circolarmente la mano destra a trenta centimetri dal monitor, quasi una magia.

Ultima nota: il baule, grande, 440 litri, con pure l’apertura in mezzo ai sedili per infilare due paia di sci. Sarà per la prossima stagione.

Prezzo? Si parte da 51 mila euro col turbodiesel da 184 CV, già piuttosto interessante.