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Auto e città: sfida verde

di Alessandro Pasi -

Un dialogo e un impegno tra Fiat e gli architetti

La sorpresa è reale. Vedi Olivier Francois, Ceo di Fiat, che sfreccia per le vie dietro la Biblioteca degli alberi a Milano su un monopattino in direzione del Bosco Verticale, il grattacielo tutto una pianta. Lo attende e sta arrivando guidando una 500 elettrica chi il Bosco Verticale lo ha progettato, costruito e ora lo sta diffondendo in altre parti del mondo, l’architetto Italo Boeri.

Il motivo dell’incontro, ovviamente all’interno del Bosco Verticale, è di trasferire le rispettive visioni sul futuro delle città e della mobilità che, altrettanto ovviamente, dovranno essere il più possibili verdi ed ecosostenibili, per far respirare chi in città deve o vuole continuare a vivere. Un incontro figlio del nostro tempo, in occasione peraltro della Giornata Mondiale dell’ambiente.

Con un annuncio: a settembre verrà inaugurato La Pista, ovvero la trasformazione del tetto del Lingotto a Torino, dove c’era l’anello di prova delle automobili prodotte a Torino, in una zona totalmente green, con piante, spazi comuni per fare sport o passeggiare, una specie di Bosco orizzontale, sviluppato dall’architetto Benedetto Camerana che lavora abitualmente per la Casa italiana. E alla cui inaugurazione Francois ha invitato giustamente Boeri, nella convinzione di aver fatto meritevole opera green.

Il rapporto tra Fiat e Boeri risale in realtà a più di un anno fa, quando, per realizzare lo spot di lancio della 500 elettrica, la città ideale attraversata dall’automobile a zero emissioni e guidata per l’occasione nientemeno che da Leonardo Di Caprio era stata concepita ispirandosi alle idee e alle realizzazioni dell’architetto milanese in varie parti del mondo.

Francois e Boeri condividono la stessa visione sulle tematiche ambientali, per rendere più vivibili le città migliorando l’aria che respiriamo. Ovvero architetture che assorbano anidride carbonica come per l’appunto il Bosco Verticale (27 mila piante) e una mobilità non inquinante come quella possibile con la Fiat 500 elettrica.

Ha dichiarato infatti Olivier Francois: “Il nostro dovere è di offrire al mercato, al più presto possibile compatibilmente con la riduzione del costo delle batterie, auto elettriche che non costino più di quelle a combustione. Stiamo esplorando il territorio della mobilità sostenibile per tutti, questo è il nostro progetto. Tra il 2025 e il 2030, gradualmente, la nostra gamma di prodotto diventerà solo elettrica. E questo sarà un cambiamento radicale per Fiat”.

Insomma la sfida è di portare l’auto elettrica da scelta elitaria a soluzione democratica, per tutti. In modo da poter viaggiare all’interno delle metropoli e tra le metropoli e le città più piccole senza produrre inquinanti e anidride carbonica. Un percorso analogo a quanto sta accadendo nell’edilizia, dove l’esperimento del Bosco Verticale deve diventare il prototipo di una soluzione per tutti e non per ricchi. Tanto che Stefano Boeri ha voluto precisare così il cammino che intravvede: “Se consideriamo che le città sono responsabili non solo dell’emissione di oltre il 70% di CO2, fenomeno all’origine del riscaldamento globale, ma anche dell’emissione di inquinanti che sono la principale causa di malattie e mortalità da problemi respiratori, appare evidente come proprio le città siano i primi luoghi su cui intervenire con un profondo cambiamento… Abbiamo già a disposizione diverse soluzioni che possono aiutarci: proteggere e aumentare le superfici permeabili e verdi creando nuovi parchi e giardini, dentro e intorno alle nostre città; trasformare i tetti cittadini in prati e orti; promuovere gli orti comunitari e l’agricoltura urbana; utilizzare le radici degli alberi per decontaminare i suoli inquinati; creare una rete di corridoi verdi per collegare parchi, foreste ed edifici verdi”.

Il dibattito integrale a due è visibile su youtube al link  https://www.youtube.com/watch?v=wnn6y8MkXd8