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Anfia, Federauto e Unrae dicono no alla tassazione sull’auto

Le Associazioni della filiera industriale e commerciale del settore automobilistico nazionale richiedono al Ministro dello Sviluppo Economico un supplemento di riflessione per indirizzare la politica nazionale verso la mobilità a basse emissioni sostenendo anche l’infrastrutturazione

Le Associazioni della filiera industriale e commerciale del settore automobilistico nazionale esprimono grande apprezzamento per la posizione espressa dal Ministro riguardo la volontà di non introdurre alcuna ulteriore forma di tassazione a danno degli automobilisti italiani nel corso dell’incontro tenutosi l’11 dicembre al Ministero dello Sviluppo Economico alla presenza del Ministro Luigi Di Maio. In particolare Anfia, Federauto e Unrae, ritengono che l’introduzione di una qualsivoglia forma di “malus” si tradurrebbe nel 2019 in una diminuzione delle vendite di auto nuove stimata tra l’8 ed il 12% rispetto alla chiusura del corrente anno – che già evidenzia un pesante rallentamento – con una conseguente perdita di gettito Erariale per mancati incassi da IVA e IPT stimabile in una cifra superiore a mezzo miliardo di euro.

Per la mobilità futura ci vogliono anche le infrastrutture adatte

Le associazioni ribadendo la loro netta opposizione all’attuale proposta contenuta nella manovra finanziaria approvata dalla Camera dei Deputati che, così come impostata, si tradurrebbe inoltre in un serio fattore di destabilizzazione per il settore, mettendone anche a rischio l’occupazione, richiedono al Ministro dello Sviluppo Economico un supplemento di riflessione per indirizzare la politica nazionale verso la mobilità a basse emissioni sostenendo anche l’infrastrutturazione con una più capillare diffusione delle colonnine di ricarica per i veicoli elettrici, magari con la formula del credito d’imposta ampiamente utilizzato dalle famiglie italiane nel settore delle ristrutturazioni edilizie. (Fonte: UNRAE)