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Easter Jeep Safari 2019: sei pick-up concept a Moab

di Marco Coletto -

In occasione del raduno Easter Jeep Safari 2019 la Casa statunitense ha svelato sei pick-up concept

In occasione del raduno Easter Jeep Safari 2019 – in programma a Moab, nello Utah, dal 13 al 21 aprile – la Casa statunitense ha svelato sei pick-up concept.

Sei prototipi derivati dal nuovo Jeep Gladiator che sfruttano le numerosissime possibilità di personalizzazione offerte dalle componenti Jeep Performance Parts: scopriamoli insieme.

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Jeep Flatbill

Il Jeep Flatbill svelato all’Easter Jeep Safari 2019 è un pick-up concept progettato per il trasporto di moto da cross: cofano ventilato in carbonio, passaruota alti, paraurti anteriore ritagliato, piastra protettiva, rampe dedicate estraibili e modifiche alla parte inferiore del cassone e al paraurti posteriore tubolare per incrementare l’angolo di uscita.

Dotato di un motore 3.6 V6 con presa d’aria Mopar, monta assali Dynatrac Pro-Rock 60, un kit di rialzo custom Off-Road Evolution da 4”, ammortizzatori bypass posteriori con cerchi da 20” e – per la prima volta sul Jeep Gladiatorpneumatici da 40”. Negli interni spicca il rivestimento luminoso del pavimento.

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Jeep Gladiator Gravity

Il Jeep Gladiator Gravity è un concept di pick-up basato sul Rubicon caratterizzato da una colorazione Punk’N Metallic Orange e da un cassone impreziosito da barre trasversali Mopar, da un contenitore per il carico e da un sistema di stoccaggio Mopar/Decked.

Un prototipo che esalta le doti off-road del veicolo commerciale statunitense: porte HPP da 2” a tubo in acciaio, soft top a rete, cinghie per fissare il parabrezza in posizione abbassata, kit Jeep Performance Parts da 2”, cerchi da 17”, pneumatici da 35”, griglie paracolpi in acciaio rinforzate JPP più spesse e più ampie dotate dello stesso rivestimento a polvere con finitura antiscivolo usato sui cassoni dei pick-up Ram, luci a LED Jeep Performance Parts da 7” situate davanti alla griglia Mopar di colore nero satinato e un set di luci a LED da 5” sui montanti A.

Non vi basta? Troviamo anche il motore con presa d’aria e sistema di scarico cat-back, i sedili in pelle Katzkin con il logo della griglia Jeep ricamato con cuciture in tungsteno, le maniglie con logo Jeep, il sistema MOLLE (Modular Lightweight Load-carrying Equipment) e i tappetini all-weather con un tappo che permette di scaricare acqua e detriti.

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Jeep J6

Il Jeep J6 è basato sul Gladiator Rubicon ma si distingue per la presenza di due sole porte. Lungo 5,11 metri e con un passo di 3,01 metri (identico a quello della Wrangler Unlimited), presenta un cassone di 1,83 metri protetto da un rivestimento spruzzato in tinta con la carrozzria e la vernice Metallic Brilliant Blue (un omaggio al Jeep Honcho del 1978).

Un concept pick-up ricco di accessori: sport/roll bar in acciaio da due pollici e un quarto inserita nel cassone che alloggia un set di quattro luci JPP a LED da 5 pollici e 4.800 lumen, portaruota di scorta, cerchi antistallonamento da 17” con finitura Brass Monkey e anello argentato, kit di rialzo Jeep Performance Parts da 2”, pneumatici da 37”, barra stinger in acciaio da 2” imbullonata al paraurti anteriore Rubicon che funge da punto di ancoraggio per quattro luci a LED JPP aggiuntive da 5” (con altre due imbullonate accanto ai montanti A), rock-rail personalizzate con tubi in acciaio da 2”, hard top removibile e badge Jeep J6 sul portellone posteriore e sui parafanghi.

Dotato di un motore 3.6 V6 con presa d’aria JPP e doppio sistema di scarico cat-back, offre finiture esterne Mopar Satin Black per la griglia e monta cerniere Mopar con logo Jeep sul cofano. Dentro spiccano invece gli inserti della plancia e le cuciture dei sedili e dei braccioli in pelle Katzkin in tinta con la carrozzeria, il clacson personalizzato con badge Jeep, gli interruttori ausiliari per comandare le 10 luci a LED e il controllo del freno a rimorchio, il kit pedali in acciaio lucido e il logo Jeep sui tappetini all-weather e sui batticalcagni.

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Jeep JT Scrambler

Il Jeep JT Scrambler – derivato dal Gladiator Rubicon – omaggia il CJ8 Scrambler degli anni ’80: strisce in Punk’N Metallic Orange e Nacho sui pannelli laterali, grafica abbinata sul cofano e Freedom Top verniciato in ambra vintage.

Il cassone è ricoperto da un rivestimento protettivo a spruzzo e personalizzato con uno sport/roll bar tubolare in acciaio da 2” in tinta con la carrozzeria (che consente di aumentare la lunghezza delle guide su ciascun lato) con luci a LED orientate verso la parte posteriore per illuminare l’area di carico mentre il motore è un 3.6 V6 con presa d’aria Mopar e terminale di scarico cat-back.

Fuori svettano i cerchi a razze JPP da 17” color bronzo, il kit di rialzo da 2” JPP, gli pneumatici da 37” e le rock rail Jeep Performance Parts dotate di rivestimento antiscivolo, dentro i sedili in pelle Katzkin Amaretto Brown (usata anche per il rivestimento del cruscotto e dei braccioli) con cuciture arancioni, il logo con griglia Jeep ricamato in tungsteno chiaro sugli schienali, il kit pedali Mopar in acciaio lucido e i tappetini all-weather.

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Jeep M-715 Five Quarter

Il Jeep M-715 Five Quarter è un veicolo militare dal look retrò realizzato utilizzando come base un M-715 del 1968: pannello in fibra di carbonio al posto della piastra metallica anteriore originale e un nuovo cassone in alluminio da 1,83 metri fabbricato su misura con doghe in legno e perforato e modellato utilizzando pannelli tagliati a getto d’acqua.

Per quanto riguarda la tecnica segnaliamo il motore 6.2 V8 sovralimentato HEMI da oltre 700 CV, il telaio originale rinforzato, le molle a balestra sostituite con un sistema di sospensioni a bracci/molle heavy duty, l’assale anteriore spostato in avanti di due pollici e rimpiazzato con un Dynatrac Pro-rock 60, un assale posteriore Dynatrac Pro-rock 80, cerchi antistallonamento da 20” e pneumatici da 40”.

Tra le modifiche esterne apportate al Jeep M-715 Five Quarter presentato all’Easter Jeep Safari 2019 troviamo il soft top convertibile con drop di 3,5”, i fari rimpiazzati con nuove luci HiD e luci ausiliarie a LED, i gruppi ottici posteriori a LED, i parasassi al posto delle rocker guard originali, i parafanghi anteriori in acciaio del Jeep Gladiator Rubicon modificati e il metallo spazzolato usato per la carrozzeria e il portellone posteriore. Dentro spiccano invece i nuovi sedili della Wrangler senza poggiatesta, i componenti in alluminio tagliati a getto d’acqua sulla plancia e sui pannelli porta, il pavimento più resistente e il compressore vintage 8-71 usato per alloggiare il selettore della trasmissione e i comandi del ripartitore.

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Jeep Wayout

Il Jeep Wayout può vantare una tenda sul tetto in grado di accogliere due persone con una copertura a 270 gradi dotata di illuminazione a LED di colore ambra per facilitare le operazioni di allestimento a fine giornata.

Fuori troviamo il colore Gator Green (che sarà disponibile sul Jeep Gladiator di serie), due serbatoi ausiliari di carburante ai lati del cassone, un kit di rialzo Jeep Performance Parts da 2”, cerchi in acciaio da 17” con pneumatici da fango da 37”, un verricello Warn da 12.000 libbre e uno snorkel JPP. Senza dimenticare le barre a tetto integrate per trasportare attrezzature e bagagli e il cassone con sistema di copertura Mopar/Decked con contenitori a chiusura scorrevole.

Dentro il Jeep Wayout – dotato di un motore 3.6 V6 a benzina abbinato a un cambio automatico a 8 rapporti – spiccano invece l’impianto dell’aria ARB a bordo con linea di alimentazione facile da scollegare montata alla scocca e inserti di mappe topografiche incisi al laser sui rivestimenti per il pavimento e sui sedili in pelle marrone.