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Il ritorno di MG. Nel segno della sostenibilità

di Alessandro Pasi -

Non più auto sportive, ma SUV eleganti ed ecologici. In arrivo i primi due modelli: la MG EHS, un SUV ibrido plug-in, e la MG ZS-EV, secondo SUV totalmente elettrico

Diciamo che fa un po’ strano scorgere il marchio MG, che per generazioni di appassionati voleva dire la spider inglese nella sua purezza alla pari della Morgan, su un SUV elettrificato. Come ci è arrivato? Tocca fare una breve introduzione, per ricordarne le tappe principali.

Intanto MG significa Morris Garage, dal nome del suo fondatore – nel 1922 – William Morris, un appassionato che aveva cominciato a occuparsi delle nascenti automobili con una sua officina a Longbridge (Birmingham), dalla quale nel 1924 uscì la prima vetturetta sportiva. La fama di piccole auto sportive MG se la conquisto negli anni Trenta, ma la vera celebrazione arrivò nel dopoguerra, con i modelli MG A del 1955 e MG B del 1962, uscita di produzione nel 1980, dopo che il glorioso piccolo produttore inglese fu assorbito dal gruppo Rover, limitandosi poi a segnare col suo scudetto le versioni più sportive della nuova Casa madre.

Una breve rinascita del marchio sportivo si ebbe nel 1995 con la MG F e poi con la MG FT del 2002. Dopodiché il fallimento della Rover portò il marchio in mani cinesi, prima alla Naic e poi alla Saic, il primo produttore nazionale.

Nel 2010 la storia delle spider si concluse definitivamente: i cinesi usarono il marchio sul mercato interno e in quello inglese con vetture medio piccole, non particolarmente significative. Oggi a Longbridge non si produce più ma la sede della MG è ancora lì, lì c’è il quartiere operativo di Saic e si studiano nuove vetture e si sviluppa il design. Lì sono stati concepiti i nuovi crossover e SUV che ora Saic ha deciso di importare in Europa, Italia compresa, con la costituzione di una filiale diretta.

Quindi ecco in arrivo i primi due modelli: la MG EHS, un SUV ibrido plug-in e la MG ZS-EV, secondo SUV totalmente elettrico.

La EHS, che è grande, più di 4 metri e mezzo di lunghezza, ha un motore turbo benzina di 1500 cc abbinato a un motore elettrico con una potenza risultante complessiva di 258 CV (di cui 162 dal termico), trasmessi alle ruote con un cambio con dieci (!) rapporti. La batteria agli ioni di litio (ricaricabile alle colonnine oltre che in marcia) ha una capacità di 16,6 kW/h in modo da garantire un’autonomia in solo elettrico di 55 chilometri. La MG EHS ha un prezzo di listino interessante, 35.850 euro, che diventano 28.910 con gli incentivi statali. MG offre una garanzia di 7 anni o 150 mila km, una bella copertura.

La MG ZS totalmente elettrico è più piccolo, ha una batteria da 44,5kW/h, un motore da 143 CV e un’autonomia dichiarata di 263 chilometri. La ricarica richiede 40 minuti per avere l’80% della capacità. Prezzo non ancora ufficializzato.

Entrambe le MG hanno linee piacevoli e non barocche, una ricca dotazione di bordo, sistemi di sicurezza al livello delle migliori aziende europee. Obiettivo in Italia? Quest’anno incominciare ad entrare nel mercato con un paio di migliaia di vetture, per arrivare a 8-10 mila nel 2022, grazie all’estensione della rete dei concessionari, ora concentrata più al centro-nord.

MG EHS e MG ZS-EV, le foto