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In autostrada con i 125cc, il nuovo Codice della Strada

di Francesco Irace -

Testo approvato alla Camera. La svolta per il mondo delle due ruote

Circolare su autostrade e tangenziali con mezzi 125cc? Presto sarà possibile.

È una delle proposte di emendamento suggerite da ANCMA all’interno del testo unificato della legge delega che riformerà il Codice della Strada.

Il testo, frutto di un lavoro di otto mesi, è stato votato e approvato nella seduta della Commissione Trasporti della Camera. Potrà essere ancora modificato in Senato prima di poter entrare in vigore.

125cc ok, ma solo se guidati da maggiorenni

Il provvedimento accoglie una storica richiesta di ANCMA: consentire l’accesso di scooter e motocicli 125cc, se guidati da conducenti maggiorenni, su tangenziali ed autostrade.

In questo modo il nostro Paese si allinea finalmente al resto d’Europa, dove questa limitazione non è mai esistita. “Il testo unificato di riforma del Codice della Strada può essere salutato con entusiasmo da quelli che, in più occasioni, ho definito utenti vulnerabili ovvero coloro che la percorrono su due ruote, perché per la prima volta li prende in considerazione come categoria, salvaguardandone diritti e peculiarità” – dichiara l’On. Vincenzo Garofalo, membro della Commissione -.

“Tra gli emendamenti approvati segna una svolta, che potremmo definire storica, quello che consente di percorrere l’autostrada anche ai mezzi di cilindrata 125. Un emendamento che ho presentato e fortemente sostenuto”.

Maggiore sicurezza per moto e bici

Buone notizie anche per il mondo della bicicletta: oltre ad una serie di disposizioni volte ad incentivare la mobilità delle due ruote a pedale, viene introdotto un sistema di marchiatura volontaria del telaio, che renderà più semplice alla forze dell’ordine l’identificazione e il recupero delle biciclette rubate.

La legge delega stabilisce, inoltre, l’introduzione di disposizioni che migliorino la sicurezza anche attraverso la limitazione della presenza a bordo strada di ostacoli fissi artificiali, come i supporti della segnaletica stradale e i guardrail.

Il Ministero dei Trasporti viene infatti incaricato di predisporre linee guida destinate agli enti proprietari delle strade, che definiscano criteri di progettazione e costruzione di infrastrutture stradali sicure per gli utilizzatori di veicoli a due ruote.

A tal proposito Confindustria ANCMA ribadisce di aver redatto, in collaborazione con il DISS (Dipartimento di Sicurezza Stradale) dell’Università di Parma, un vademecum utile a progettisti e tecnici per realizzare infrastrutture che limitino i rischi per i motociclisti.

Moto e bici su corsie preferenziali

Viene infine introdotto il principio che le corsie riservate ai mezzi pubblici potranno in futuro essere percorse anche da biciclette e motocicli: anche questa misura è destinata ad accrescere la sicurezza degli utenti delle due ruote in quanto li separa dal traffico ordinario ed è stata mutuata dall’esperienza di altre città europee, come Londra.

“La sicurezza stradale in città è possibile anche per i pedoni e i ciclisti” – commenta l’On. Paolo Gandolfi, relatore del provvedimento – “Lo dimostrano molti casi già sviluppati in Europa.

Per farlo occorrono più educazione, più controlli e una riforma profonda delle regole di comportamento e dei nuovi criteri di costruzione delle strade.

Questa riforma del Codice della Strada, quando sarà approvata definitivamente, sarà uno straordinario cambiamento verso una realtà diversa, verso città più sicure. Un cambiamento possibile, basta volerlo.”