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Sorprendente Leoncino: la rinascita forte di Benelli

di Alessandro Pasi -

La gamma Benelli si arricchisce della Leoncino 800: due cilindri fronte marcia, 754 cc, 76,2 CV a 9.000 giri e 68 Nm di coppia, cambio a sei velocità, peso 214 kg e serbatoio da 15 litri

Se proprio vogliamo saltare alle conclusioni, la morale c’è. Quando un’azienda fa un buon prodotto, convincente per design, tecnologia e prezzo, è facile che il mercato lo pigli. Ovvero, quando un marchio come Benelli, secondo solo a Guzzi e Gilera, rinasce dopo anni di oblio e offre ai motociclisti belle due ruote che si rifanno alla tradizione italiana nei nomi e in qualche caso nell’estetica, non è un caso che scali le classifiche di vendita.

Il merito dell’operazione va ai cinesi della Qianjang Motor, del gruppo Geely, gli stessi che dieci anni fa salvarono la svedese Volvo dal fallimento a cui l’aveva quasi condannata la cattiva gestione di Ford. E la ricetta è analoga: si prende il meglio del marchio, i suoi punti di forza, la sua storia e si finanzia un piano prodotti coerente con la sua immagine.

E infatti la sede della Benelli, nata nel 1911 (festeggia infatti i 110 anni) è rimasta a Pesaro: lì si disegnano e si progettano le moto, sviluppando le strategie di marketing in sinergia con la casa madre in Cina dove vengono poi prodotte le moto (almeno per ora). Sempre a Pesaro c’è un bel museo per chi vuol ripercorrere la gloriosa storia. Con la gestione Geely ecco arrivare, dopo la supercattiva TNT, la maxi TRK 502, la moto più venduta in Italia nel 2020, affiancata dalla 752S, dal Leoncino e dall’Imperiale e dalle piccole cilindrate di 125, 250 e 300 cc.

Insomma una gamma ampia, la cui ultima arrivata è il Leoncino 800 (dopo il 500, il 250 e il 125): due cilindri fronte marcia, 754 cc, 76,2 CV a 9.000 giri e 68 Nm di coppia, cambio a sei velocità, peso 214 kg e serbatoio da 15 litri. Forcella Marzocchi all’anteriore da 50 mm e impianto frenante Brembo.

Per i colori, sempre apprezzabile il verde Benelli seguito dal rosso, grigio e nero. Lo stile è personale, con un design quasi ad arco, con un bel serbatoio bombato ma che si tiene bene tra le ginocchia. La moto si guida, come la versione più piccola da 500 cc, con due dita, come si dice, facile e maneggevole. Il bicilindrico spinge bene, anche se la potenza non è esuberante.

Ma come insegna il successo di altre trial di analoga cilindrata (ma il Leoncino arriva anche in versione naked, per chi non ama lo sterrato la fascia intorno agli 80 CV di potenza e ai 200 Kg di peso sta incontrando un favore crescente, per la maggior versatilità della moto godibile anche in città, mentre per altre soluzioni maggiorate si richiede fisico e corporatura più massiccia. Di buon livello le finiture, con dettagli curati quasi da moto tedesca. Il prezzo è d’attacco, ma non ancora definito. Per capirci comunque tenete conto che per la 500 ci vogliono 5.990 euro.

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