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Rottamazione auto in fermo amministrativo: regole e passaggi

La rottamazione di un veicolo sottoposto a fermo amministrativo è possibile solo ed esclusivamente in un caso deciso e specificato dall'ACI

Nel caso in cui un soggetto non paghi le tasse, eventuali multe, i contributi o qualsiasi altra imposta, questo avrà ovviamente dei debiti con lo Stato o altri enti pubblici. Significa che il creditore può iscrivere il cosiddetto fermo fiscale (o amministrativo) sul veicolo di cui il debitore è proprietario. Questo serve proprio per avere una garanzia sul credito, per ottenere quanto dovuto.

Quando un mezzo è sottoposto a fermo fiscale viene acquisito e venduto per pagare il debito, una circolare ACI ha dato anche la possibilità di demolire il veicolo sottoposto a fermo. Vediamo però in quali casi e condizioni è possibile sfruttare quest’opportunità, i soggetti interessati e che procedura seguire.

Veicolo con fermo fiscale: come verificarlo

Il proprietario del mezzo può verificare l’eventuale iscrizione di un fermo fiscale direttamente presso il PRA, online o in una delegazione ACI. Quello che conta è chiedere la visura della targa. Nel caso in cui il mezzo sia sottoposto a fermo, allora la rottamazione è impossibile, finché non si salda il debito. Oggi però è possibile procedere comunque alla demolizione dell’auto, grazie ad una circolare ACI, ma solo in determinate condizioni.

Come presentare la richiesta di rottamazione

Il soggetto interessato, proprietario del veicolo sottoposto a fermo amministrativo, deve presentare la domanda scritta all’Autorità competente, dichiarando:

  • di essere il proprietario del veicolo o l’intestatario della Carta di Circolazione;
  • il luogo in cui si trova il mezzo;
  • che l’auto non è più in grado di circolare;
  • che sul veicolo è stato iscritto un provvedimento di fermo fiscale;
  • il nominativo della ditta alla quale si intende affidare la demolizione.

La richiesta deve essere scritta, datata e sottoscritta, e presentata al Comando di Polizia Municipale del Comune in cui si trova il mezzo o altro ente indicato. La procedura continua con la verifica dell’auto, che serve per attestarne lo stato d’uso sul relativo verbale.

I controlli vengono effettuati su:

  • stato della carrozzeria;
  • interni;
  • pneumatici;
  • dispositivi di illuminazione.

Si verifica se sono efficienti, non funzionanti o distrutti, vengono scattate delle foto per attestarne lo stato d’uso. Si può procedere con la rottamazione solo ed esclusivamente se l’auto non viene ritenuta più ideona per la circolazione, emettendo la “Dichiarazione di inutilizzabilità del veicolo”, che permette quindi la demolizione del mezzo sotto fermo fiscale.

Dopo aver effettuato la visita, viene inviata una comunicazione al Conservatore del PRA, che attesta che il veicolo non è più atto a circolare. Il soggetto interessato deve quindi presentare la documentazione alla ditta scelta, che preleva poi l’auto con carro attrezzi e provvede a rottamarla. Una volta eseguita la demolizione, viene consegnata l’attestazione che completa la pratica avviata presso l’Autorità competente. Solo in questo modo è possibile accertare che l’auto sia stata demolita in maniera effettiva e corretta.

Quando è possibile rottamare l’auto sottoposta a fermo amministrativo

La demolizione si può fare anche prima di aver pagato il debito, basta seguire la procedura corretta appena descritta. L’Autorità competente ne dà quindi notizia al Concessionario che ha iscritto il fermo, che prende altre decisioni per poter pretendere il pagamento del debito, visto appunto che il bene posto a garanzia del pagamento è stato distrutto.

Il motivo per cui la procedura di demolizione di un mezzo sottoposto a fermo amministrativo viene adottata è che il veicolo stesso non deve più essere in grado di circolare e quindi perde completamente il suo valore commerciale. In questo caso non può più essere considerata un bene a garanzia di un credito.