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Risarcimento per difetti dell’auto: come funziona

L'auto nuova, appena comprata, potrebbe presentare dei difetti di fabbrica o malfunzionamenti che la rendono inidonea all'uso: cosa bisogna fare

Purtroppo, quando si compra una macchina nuova, può succedere che abbia dei difetti o non funzioni correttamente. L’auto potrebbe andare in avaria o addirittura provocare incidenti, più o meno gravi, a causa del malfunzionamento che si presenta già nel momento dell’acquisto. In questi casi, il cliente chiaramente si chiede chi dovrebbe risarcire i danni. Vediamo insieme tutto quello che c’è da sapere a riguardo.

Difetti di conformità nell’auto nuova: che cosa succede

L’automobilista che compra la sua vettura nuova e si accorge che la stessa presenta dei difetti di conformità, deve rivolgersi immediatamente al rivenditore, per ottenere la riparazione del mezzo oppure, se non è possibile, la sostituzione. È infatti proprio lo stesso soggetto che ha venduto la macchina ad essere l’unico responsabile nei confronti dell’acquirente, perché è colui che ha firmato il contratto di compravendita. E questo vale anche se il difetto che presenta la vettura venduta dipende da un altro soggetto che fa parte della catena distributiva, quindi per esempio la stessa Casa automobilistica (il produttore).

Un esempio

Prendiamo un caso che purtroppo si può verificare: l’airbag (che dovrebbe garantire la sicurezza durante un sinistro) si apre e scoppia improvvisamente, senza alcun motivo. È la concessionaria che ha venduto l’auto a dover provvedere al risarcimento del danno e alla messa a punto del veicolo. Quindi, a proprie spese, senza poter interpellare il costruttore, dovrà pagare i danni e sistemare l’auto, sostenendo i costi (sentenza della Corte di Cassazione sul caso specifico appena descritto).

La prova dei difetti dell’auto: a chi spetta?

L’onere della prova è ripartito tra il venditore e il compratore. Chi compra l’auto, che è il soggetto creditore, deve dimostrare il difetto che riscontra sul veicolo, e deve essere un vizio che rende la vettura non idonea all’uso a cui è destinata, oppure deve essere un difetto tale da diminuirne il valore in modo apprezzabile.

A questo punto è il venditore, che è soggetto debitore, deve a sua volta dimostrare di avere consegnato invece la vettura conforme alle caratteristiche del modello realizzato dalla Casa madre (anche servendosi si presunzioni) e quindi un processo di fabbricazione del bene assolutamente regolare.

Nel caso in cui il venditore sia davvero in grado di provare che l’auto è stata consegnata senza alcun difetto, allora è l’acquirente a dover nuovamente dimostrare che esiste un difetto intrinseco dell’auto, che dipende dal venditore.

Che cosa sono le riparazioni di cortesia

Dopo aver ricevuto le lamentele del cliente, il venditore può decidere di procedere con una riparazione “per cortesia” all’auto. Questa può essere ritenuta come un’azione di tacito riconoscimento dei vizi e ammissione di colpa. In questo caso quindi il comportamento del rivenditore, che ripara il danno a sue spese, rende inutile e superflua la denuncia di vizi del mezzo nei termini prescritti dalla legge.

La concessionaria può riconoscere la presenza di difetti e la sua responsabilità in qualsiasi modo, anche con un comportamento concludente come appunto gli interventi di riparazione al veicolo stesso o la sostituzione di parti danneggiate; in questi casi non è necessario che a ciò si accompagni l’ammissione di responsabilità o l’assunzione di obblighi.

Responsabilità risarcitoria per difetti dell’auto

La responsabilità risarcitoria per i difetti dell’auto comprata quindi, in definitiva, secondo quanto dichiarato dalla Suprema Corte nella sentenza citata sopra è (senza alcun dubbio) del venditore che risponde in prima persona e direttamente delle richieste del consumatore, facendosi carico di qualsiasi spesa.