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Rc Auto, che cos’è l’aggravamento del rischio e come viene stabilito

In ambito assicurativo, l'aggravamento di rischio comporta una modifica in senso peggiorativo delle condizioni iniziali della polizza auto e un conseguente aumento del premio.

I fattori che incidono sul costo di un’assicurazione auto sono molteplici. E variabili nel corso del tempo. Ad esempio, spostando la propria residenza da una regione a un’altra (o anche da una provincia a quella limitrofa) potremmo veder crescere o diminuire il costo del premio annuale della RC auto. Allo stesso modo, la classe di merito riveste un ruolo di grande rilievo: a seconda del nostro comportamento al volante, potremmo migliorare (o peggiorare) la classe di rischio e vedere diminuire (o crescere) il prezzo dell’assicurazione.

Questa seconda fattispecie – quella del peggioramento della classe di rischio e, di conseguenza, dell’aumento del premio annuale – è in parte regolata dal Codice Civile quando spiega che cos’è l’aggravamento del rischio e come questo incide sulla determinazione dei costi dell’assicurazione e sugli obblighi dell’assicurato. La legge stabilisce infatti che il titolare della polizza assicurativa abbia l’obbligo di dare comunicazione alla compagnia se sono intervenuti dei fattori o degli eventi che abbiano modificato “le condizioni iniziali”.

Che cosa significa “aggravamento del rischio”

Quando si parla di aggravamento del rischio in campo assicurativo ci si riferisce a degli eventi o dei fattori che rendano più probabile che un rischio coperto dalla polizza si trasformi in un evento reale. Si tratta, dunque, di una modifica in senso peggiorativo rispetto alle condizioni iniziali con le quali è stata sottoscritta la polizza.

Se, ad esempio, ci si trasferisce in una provincia con un tasso di incidenti automobilistici più elevato, il rischio di restare vittima (o di essere autore) di un sinistro stradale cresce in maniera sensibile. Discorso analogo se il trasferimento avviene in una provincia con un tasso di furti d’auto superiore rispetto a quella di provenienza. In entrambi i casi, i rischi per la compagnia assicuratrice crescono e si parla, dunque, di “aggravamento del rischio”, che dovrebbe portare a un peggioramento nella classe di merito dell’assicurato.

Aggravamento del rischio, gli obblighi del contraente: cosa dice l’articolo 1898 del Codice Civile

Come accennato, l’assicurato ha l’obbligo di comunicare alla compagnia assicuratrice se sono intervenuti dei fattori che abbiano portato a un aggravamento del rischio. Come si legge nell’articolo 1898 del Codice Civile, “il contraente ha l’obbligo di dare immediato avviso all’assicuratore dei mutamenti che aggravano il rischio in modo tale che, se il nuovo stato di cose fosse esistito e fosse stato conosciuto dall’assicuratore al momento della conclusione del contratto, l’assicuratore non avrebbe consentito l’assicurazione o l’avrebbe consentita per un premio più elevato”.

Se l’assicurato non ha adempiuto a questo suo dovere, la compagnia può recedere dal contratto sottoscritto. Il recesso, si legge sempre all’articolo 1898 del Codice Civile, ha effetto immediato nel caso in cui l’aggravamento è tale che non avrebbe permesso la sottoscrizione della polizza; ha effetto dopo 15 giorni dalla comunicazione nel caso in cui l’aggravamento avrebbe comunque consentito la stipula dell’assicurazione. La comunicazione, di qualunque tenore essa sia, deve comunque essere inviata entro un mese dal giorno in cui la compagnia – o l’agente assicurativo – ha ricevuto notizia dell’aggravamento.

Aggravamento del rischio: cosa accade in caso di incidente

L’articolo 1898 del Codice Civile stabilisce anche cosa accade se l’assicurato dovesse causare un sinistro stradale nel periodo nel quale la compagnia può inviare la comunicazione di recesso. “Se il sinistro si verifica prima che siano trascorsi i termini per la comunicazione e per l’efficacia del recesso – ossia, 30 giorni dal giorno nel quale la compagnia ha ricevuto notizia dell’aggravamento – l’assicuratore non risponde qualora l’aggravamento del rischio sia tale che egli non avrebbe consentito l’assicurazione se il nuovo stato di cose fosse esistito al momento del contratto; altrimenti, la somma dovuta è ridotta, tenuto conto del rapporto tra il premio stabilito nel contratto e quello che sarebbe stato fissato se il maggiore rischio fosse esistito al tempo del contratto stesso”.

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