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Rc Auto, a chi è possibile intestarla

La Legge italiana non obbliga chi stipula una polizza Rc Auto ad essere l'effettivo proprietario del veicolo assicurato

Secondo quanto prescrive la Legge italiana nel settore delle assicurazioni, non è obbligatorio che l’intestatario della polizza Rc Auto sia anche il proprietario reale del veicolo assicurato.

Rc Auto intestata a terzi: facciamo chiarezza

Spesso si fa un errore nel valutare di intestare il contratto di Rc Auto ad un soggetto fisico che non è l’assicurato, la convinzione errata, ma molto diffusa, è infatti che in questo modo si paghi meno, usufruendo della miglior classe di merito del contraente. Solitamente questo avviene quando un figlio neopatentato si intesta la sua nuova vettura, ma uno dei genitori sottoscrive la polizza. In questo modo si crede di pagare un premio più basso, ma purtroppo non è così. Si beneficia di una migliore classe di rischio maturata da mamma o da papà negli anni, ma la compagnia ovviamente calcola il premio sulla base dei dati riferiti al soggetto assicurato. Questo significa che prende in considerazione età, residenza, storia assicurativa e classe di merito maturata dal giovane neo patentato a cui appartiene il veicolo.

Rc Auto intestata a terzi: Legge Bersani e Familiare

Nel 2007 è entrato in vigore il Decreto Bersani che ha permesso a tutti i proprietari di un veicolo, nuovo o usato, di beneficiare della stessa classe di merito di un altro mezzo assicurato in suo possesso oppure appartenente ad un altro membro dello stesso nucleo familiare (medesima residenza). In questo modo, tutti i neopatentati che assicuravano per la prima volta il proprio veicolo, invece di partire dalla quattordicesima classe di merito, ovvero la meno conveniente, potevano ereditare quella del genitore.

Da quest’anno c’è un ulteriore cambiamento a questa Legge, è stata introdotta infatti la Rc Auto Familiare, che estende la stessa possibilità a tutte le tipologie di veicoli. Cosa significa? Che prima potevano beneficiare della stessa classe di merito solo due auto, due moto e così via. Ora il figlio che assicura il motorino, può ottenere la stessa classe di merito del contratto assicurativo che copre l’auto del genitore.

Il nuovo contratto Rc Auto comunque può essere concluso anche presso una compagnia assicurativa differente rispetto a quella del veicolo dal quale si ottiene la classe di merito.

Rc Auto familiare, a chi si può applicare

Il 16 febbraio 2020 è entrata in vigore questa nuova tipologia di Rc Auto cosiddetta Familiare, il principio secondo il quale si può applicare è che tutti i membri della stessa famiglia possono utilizzarla. Basta che siano conviventi sotto lo stesso tetto e quindi registrati in quello che devono dichiarare essere lo stesso “stato di famiglia”. Bisogna necessariamente dimostrarlo presentando all’assicurazione un documento che viene rilasciato dal proprio Comune di residenza e che deve essere mostrato al fine di richiedere la possibilità di stipulare un contratto assicurativo nella formula “familiare”.

Questa nuova possibilità, che estende il principio sul quale funzionava prima la Legge Bersani, ha un obiettivo preciso, ovvero ampliare la possibilità a tutti gli utenti italiani di chiedere la classe di merito più conveniente (che corrisponde ad un premio meno costoso) già prevista in passato appunto dalla Legge Bersani del 2007. Le due novità importanti sono che la stessa tariffa può essere richiesta anche per veicoli di tipologia differente rispetto a quello che ha maturato la classe di merito più vantaggiosa e oltretutto si può richiedere anche per un rinnovo dell’assicurazione, e non più solo per un nuovo contratto assicurativo.

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