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Quando e perché si deve reimmatricolare un’automobile?

La reimmatricolazione dell'auto è una procedura analoga alla prima immatricolazione, che serve però in situazioni specifiche: come funziona

Sappiamo che la procedura di immatricolazione è quella che permette a un veicolo di circolare su strada regolarmente su strada. Targa e dati dell’intestatario del mezzo vengono abbinati al numero di telaio e registrati presso la Motorizzazione Civile, che rilascia la carta di circolazione. Con l’immatricolazione avviene anche la registrazione al PRA. Ma che cos’è invece la reimmatricolazione? Vediamolo insieme.

Reimmatricolazione auto: di cosa si tratta

Innanzitutto si tratta di una procedura che, nello specifico, serve quando la targa dell’auto è smarrita o illeggibile oppure quando la vettura stessa è stata comprato all’estero.

Parliamo di reimmatricolazione quindi quando diventa necessario assegnare una nuova targa ad una vettura. La reimmatricolazione e il rinnovo dell’iscrizione al PRA prevedono un passaggio specifico e dei costi da sostenere, secondo quanto dice la legge.

Come funziona

Si tratta di una pratica molto simile alla prima immatricolazione, è necessario:

  • effettuare la richiesta con il modello TT 2119 (che trovi alla Motorizzazione Civile o online) presso uno STA (Sportello Telematico dell’Automobilista);
  • in questo modo si avvia la procedura e quindi si iscrive nuovamente l’auto nell’anagrafe dei veicoli autorizzati a circolare su strada;
  • con la reimmatricolazione vengono rilasciate una nuova carta di circolazione e una nuova coppia di targhe, il cui numero deve essere registrato al PRA entro 60 giorni dall’immatricolazione.

I documenti necessari:

  • modello di richiesta TT2119;
  • modulo di richiesta di rinnovo di iscrizione al PRA Mod. NP2 con codice fiscale dell’intestatario;
  • la carta di circolazione;
  • il certificato di proprietà;
  • la denuncia di smarrimento, furto o distruzione della targa;
  • l’eventuale targa rimasta o, in caso di deterioramento, targhe deteriorate;
  • la fotocopia del documento di identità dell’intestatario;
  • se l’intestatario è una persona giuridica serve la dichiarazione sostitutiva del legale rappresentante per attestare la sede della persona giuridica;
  • se l’intestatario è un cittadino extracomunitario residente in Italia serve la copia del permesso di soggiorno valido o scaduto con allegata la copia della ricevuta postale attestante l’avvenuta presentazione della richiesta di rinnovo o ancora la fotocopia del documento di identità e la fotocopia della ricevuta attestante la presentazione dell’istanza di primo rilascio o infine la copia del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.

Quanto tempo serve per la reimmatricolazione

In genere i tempi sono rapidi sia per l’immatricolazione di un’auto nuova, che per una reimmatricolazione. Si parla di tre giorni lavorativi dalla data di richiesta. Il veicolo deve poi essere iscritto per legge al PRA entro 60 giorni, devono essere comunicati tutti i nuovi dati del mezzo.

I costi da sostenere

La somma richiesta per la pratica di reimmatricolazione non è elevata, è necessario versare:

  • 27 euro di emolumenti ACI;
  • 32 euro di imposta di bollo al fine dell’iscrizione sui registri del PRA;
  • 10,20 euro per i Diritti DT, ovvero per le pratiche del Dipartimento Trasporti Terresti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti;
  • 32 euro per l’imposta di bollo della pratica di reimmatricolazione;
  • il costo della targa, che varia a seconda della cilindrata del mezzo, seguendo un tariffario specifico.

Una volta che vengono verificati tutti i versamenti delle tasse automobilistiche, la pratica si ritiene conclusa. Ovviamente, se ci si rivolge ad un’agenzia pratiche auto, ai costi previsti per legge, è necessario chiaramente aggiungere la tariffa dell’attività di intermediazione.