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In quali casi si può contestare una multa per eccesso di velocità?

Ci sono dei casi in cui è possibile fare ricorso per una multa ricevuta per eccesso di velocità, dove sono presenti dei vizi sostanziali o formali

Prendere una multa per eccesso di velocità significa che l’automobilista è stato sorpreso nel momento in cui stava viaggiando superando i limiti consentiti dalla legge. Il soggetto multato può:

  • contestare la multa al giudice di pace del luogo dove è stata commessa l’infrazione, entro 30 giorni dalla notifica della multa;
  • contestare la multa al prefetto, entro 60 giorni dalla notifica.

La scelta è di chi ha commesso l’infrazione e ha preso la multa, non è possibile fare ricorso a entrambi.

Multa per eccesso di velocità: che cosa succede

È chiaro che i limiti di velocità imposti sulle nostre strade vadano assolutamente rispettati, per la propria sicurezza e quella degli altri utenti. Può succedere però di sforare anche di poco senza rendersene conto, basta un attimo di distrazione per essere beccati dall’autovelox, che sbuca all’improvviso. Visto che i sistemi di rilevamento della velocità devono essere obbligatoriamente segnalati, la mancanza di cartelli (con giusto anticipo) può essere motivo di annullamento della multa.

Attenzione: ricordate sempre che i segnali stradali di limite indicano la velocità massima raggiungibile, non da raggiungere a tutti i costi. Anzi, il consiglio è di procedere sempre ad andatura tranquilla, senza ‘correre’, può essere molto pericoloso. In prossimità dei centri abitati, rallentate sempre.

Come si contesta la multa

Per fare ricorso a una multa per eccesso di velocità, è possibile fare riferimento a:

  • errori di carattere sostanziale, rilevazione di una velocità sbagliata (abbastanza difficile da dimostrare);
  • errori di carattere formale, quindi commessi dagli strumenti di rilevazione.

Un promemoria sui limiti di velocità sulle strade italiane:

  • velocità massima 130 km/h sulle autostrade, che può essere elevato a 150 km/h in caso di tre corsie di percorrenza più quella di emergenza. Sono gli enti proprietari o concessionari a decidere di elevare eventualmente il limite massimo di velocità in base alle caratteristiche progettuali ed effettive del tracciato, e alle condizioni del traffico, atmosferiche e relative agli incidenti;
  • 110 km/h è il limite massimo consentito per le strade extraurbane principali;
  • si passa a 90 km/h sulle strade extraurbane secondarie e locali;
  • e infine 50 km/h nei centri abitati (70 km/h sulle strade urbane libere).

Come abbiamo detto, il ricorso comunque può essere fatto al giudice di pace (entro 30 giorni) o al prefetto (entro 60 giorni).

Quando è possibile impugnare una multa per eccesso di velocità

Contestare la multa per eccesso di velocità non è mai semplice, si tratta di un’infrazione comunque grave. Ma si può fare ricorso se:

  • la presenza dell’autovelox non viene segnalata prima, alla giusta distanza, con l’apposito cartello che, oltretutto, deve essere ben visibile e non nascosto. Vale la stessa regola anche per le postazioni mobili di controllo della velocità. Gli automobilisti devono sapere dell’installazione degli strumenti di rilevazione della velocità, l’obiettivo infatti non deve essere quello di fare multe, ma di spingere i guidatori a rispettare i limiti e non andare troppo veloci, mettendo a rischio la sicurezza su strada;
  • gli apparecchi non sono omologati e tarati una volta all’anno: deve essere possibile fornirne prova su richiesta del conducente multato, altrimenti il verbale è impugnabile;
  • le notifiche delle multe vengono inviate da società private a cui viene affidato il servizio di consegna di atti giudiziari da parte del Comune: la Corte di Cassazione ha stabilito che questi verbali sono da considerare inesistenti.
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