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Multe, come funziona la trasparenza sui proventi?

Un provvedimento di cui si parla da tempo e che mira a garantire la trasparenza nei confronti dei cittadini, sull'uso del denaro ricavato dalle multe

Con il nuovo Decreto Infrastrutture, le cui norme sono entrate in vigore a partire dal 10 novembre 2021, sono state introdotte moltissime novità riguardanti differenti regole scritte all’interno del Codice della Strada, e non solo. Tra queste, si è parlato di un argomento molto importante, di cui si discute ormai da tempo, ovvero quello che riguarda i proventi ricavati dalle multe e il modo in cui vengono utilizzati. Vediamo tutto quello che c’è da sapere oggi a riguardo e che cosa cambia a partire da quest’anno.

Obbligo di trasparenza sul gettito delle multe: cosa dice il DL Infrastrutture

A partire da novembre 2021 tutti gli enti locali sono obbligati a pubblicare gli incassi relativi alle multe, anche quelli che derivano dall’applicazione delle sanzioni tramite gli autovelox. Questo è quanto è previsto da uno dei due emendamenti al DL Infrastrutture (che infatti ha ottenuto la fiducia ed è entrato in vigore il 10 novembre scorso). Tutte le persone che vengono multate invece per guida senza documenti, secondo quando stabilito dal secondo emendamento, non dovranno più portarli agli uffici della polizia, visto e considerato che i documenti stessi (nella maggior parte dei casi) possono essere verificati online nell’immediato.

Il discorso che riguarda i proventi delle multe prende finalmente vita, dopo anni di continue ‘lotte’, perché è necessario assicurare maggiore trasparenza e far sapere anche ai cittadini come vengono utilizzati gli incassi; questo è il motivo per cui il nuovo Codice della Strada prevede che gli enti locali pubblichino appunto una relazione annuale relativa alla destinazione dei proventi, che dovrà essere visibile da parte di tutti sul sito istituzionale dell’ente (la relazione deve essere pubblicata entro il 30 giugno di ogni anno).

Destinazione dei proventi delle multe

A che cosa dovrebbero essere destinati i soldi che derivano appunto dalle multe date a livello locale? Prima di tutto all’intensificazione dei controlli sulla circolazione stradale. Si parla anche dell’eliminazione dei limiti per le quote che gli enti locali possono utilizzare per intervenire sulle strade pubbliche, con sostituzione, ammodernamento, potenziamento, messa a norma e manutenzione della segnaletica.

Cosa succede a chi non rispetta le regole

Tutti gli enti locali che non rispetteranno eventualmente l’obbligo di pubblicare la rendicontazione riguardante la destinazione dei proventi delle multe, rischiano delle sanzioni elevate e oltretutto l’esclusione dalla possibilità di iscriversi, l’anno seguente, ai bandi per il Piano nazionale della sicurezza stradale.

Ricordiamo quindi che tutti i Comuni oggi hanno l’obbligo di pubblicare a quanto ammontano gli incassi provenienti dalle multe, anche quelli relativi agli autovelox. All’interno delle relazioni annuali non dovrà essere scritto esclusivamente l’ammontare delle sanzioni, ma anche come vengono impiegate tutte le risorse relative ai proventi dell’anno precedente (il Ministero dell’Interno deve pubblicare sul suo sito tutte le relazioni entro 60 giorni.

Si tratta di una norma che finalmente impegna il Governo a pubblicare queste relazioni telematiche, che chiaramente devono essere precedentemente trasmesse da parte di tutti gli enti locali. I dati saranno noti, in modo che tutti i cittadini avranno modo di sapere la quantità di denaro che entra nelle casse dell’amministrazione comunale attraverso le multe, e capire la modalità in cui questi soldi vengono utilizzati e investiti. Un passo avanti sulla trasparenza molto importante ed effettivo, fondamentale anche sul fronte degli autovelox, visto che da anni si sottolinea che si tratta di strumenti che come primo obiettivo devono garantire la sicurezza su strada e non l’arricchimento delle casse dei Comuni e di altri enti.

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