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Multe su un’auto ereditata: si devono pagare?

Quando si eredita un'auto, o si rifiuta l'eredità, si può incorrere in sanzioni prese precedentemente dal defunto: vediamo cosa fare

Parliamo di un argomento molto importante, che potrebbe interessare diversi utenti e dare quelle risposte che in molti stanno cercando. Ci riferiamo alle sanzioni amministrative che vengono elevate a un’auto di proprietà di una persona defunta: non hanno alcuna efficacia nei confronti degli eredi, ve lo diciamo subito, ma vediamo di capire insieme come bisogna comportarsi.

Multe sull’auto di un defunto: cosa fare

Può capitare che, anche dopo che una persona venga a mancare, inizino ad arrivare delle multe sulla sua auto, per eccesso di velocità, piuttosto che per circolazione in una ZTL o per altre infrazioni commesse dalla persona, quando era ancora in vita. Anche se la vettura passa di proprietà a un erede, la morte dovrebbe cancellare ogni multa presa dal defunto, prima della sua scomparsa.

In relazione alle vicende della successione ereditaria, la situazione potrebbe diventare problematica nel caso in cui il verbale di contestazione riporti come proprietario l’erede invece del defunto o anche se non viene adempiuto l’obbligo di aggiornamento della carta di circolazione. Vediamo cosa dice la Legge in questi casi e gli obblighi di trasferimento del mezzo al nuovo intestatario.

Cosa dice la Legge sulle multe auto che arrivano agli eredi

Secondo la Legge, le multe stradali non si trasmettono agli eredi, quindi ogni contravvenzione che viene notificata dopo la morte del trasgressore non deve più essere pagata. Cosa deve fare quindi l’erede che riceve un atto di questo tipo? È necessario presentare all’Ente impositore che si trova sul verbale una richiesta di sgravio. Se però non si riceve alcuna risposta in tempo utile, allora bisogna rivolgersi al Giudice di Pace o al Prefetto, per poter impugnare la multa nei termini previsti e far valere la circostanza del decesso.

Carta di circolazione veicoli ereditati: come fare l’aggiornamento

In tutti i casi di trasferimento di proprietà, il Codice della Strada obbliga all’aggiornamento della carta di circolazione, anche nei casi di trasferimento mortis causa del mezzo all’erede, che entro 60 giorni dal momento di accettazione dell’eredità, deve appunto provvedere all’aggiornamento. Chi non rispetta quest’obbligo rischia sanzioni amministrative fino a 3.526 euro, oltre al ritiro della carta di circolazione.

Veicolo del defunto: eredità rifiutata

Nel caso in cui l’eredità venga rifiutata, le multe per le infrazioni commesse con l’auto intestata al defunto non devono essere pagate. È importante che il soggetto interessato sostenga di non essere affatto il proprietario dell’auto e di aver rinunciato all’eredità.

Multe precedenti del parente defunto

Secondo la Suprema Corte non basta la volontà implicita di accettare l’eredità, come quella che si può desumere dal pagamento di un pregresso debito del de cuius. È un atto meramente conservativo, che non ha intaccato il patrimonio e non può essere qualificato come accettazione ereditaria.

Chi rinuncia all’eredità, secondo quanto prescrive la Legge, viene considerato come se non vi fosse mai stato chiamato, questo significa che la rinuncia ha effetto retroattivo. Non è importante quindi che le infrazioni siano state commesse dopo la morte e accertate tra l’apertura della successione e la rinuncia della stessa. In questo caso infatti “non sarebbero qualificabili come debiti ereditari, bensì come debiti dell’erede”. Chi rinuncia all’eredità, in questo caso specifico, non ha nemmeno l’obbligo di aggiornare la carta di circolazione, visto che non ha mai deciso di acquisire la proprietà del veicolo.

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