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Multe auto, come e quanto possono aumentare se non pagate in tempo

Cosa succede quanto un automobilista che non rispetta il Codice della Strada prende una multa, ma non la paga nei termini stabiliti per Legge

Prendere una multa è già spiacevole, se poi non si paga entro la scadenza, la questione diventa ancora più antipatica. In questo caso infatti arriva la cartella esattoriale direttamente a casa, con il costo della multa lievitato di parecchio. A volte può anche raddoppiare, si punisce infatti chi non rispetta la data stabilita, oltre al fatto che ha violato le disposizioni di Legge. È possibile però verificare che il calcolo delle sanzioni e degli interessi sia corretto.

Multa non pagata: cosa succede?

Chiaramente ogni multa deve essere pagata, il suo importo cresce in base al tempo che passa dal giorno della notifica:

  • nei primi 5 giorni si può pagare l’importo totale, “scontato” del 30% (il bollettino stesso indica la cifra da pagare);
  • dal 6° giorno successivo alla notifica fino al 60° invece si paga la multa in misura ridotta, ma senza sconto, un secondo bollettino allegato al verbale indica la cifra;
  • dal 61° giorno in poi, bisogna pagare la multa in misura piena. L’importo da versare è pari alla metà del massimo edittale (il massimo è il quadruplo del minimo edittale). Non sempre si è in grado di fare questo calcolo, per questo è meglio chiedere direttamente al Comando di Polizia che ha elevato il verbale qual è la cifra esatta da versare.

Attenzione: se si paga un importo inferiore, il rischio è quello di ricevere una cartella esattoriale per il residuo.

Facciamo un esempio pratico per capire: se l’utente prende una multa che, secondo quanto prescritto dal Codice della Strada, va da un minimo di 40 a un massimo di 150 euro, allora nei primi 60 giorni dovrà pagare 40 euro (eventualmente con sconto del 30% se paga nei primi 5), dopo 60 giorni invece dovrà pagare la metà di 150 euro, ovvero 75 euro (quindi quasi il doppio rispetto ai 40 euro iniziali).

Multa non pagata: interessi e sanzioni

Oltre alla variazione del prezzo della multa in base ai giorni di “ritardo” nel pagamento, ci sono anche gli interessi da calcolare. Non è prevista invece alcuna sanzione. Iniziamo col dire che il tasso di interesse è alto, del 10%, e oltretutto scatta ogni 6 mesi e non una volta all’anno, come di consueto. Due volte all’anno quindi il prezzo della multa viene maggiorato del 10%.

Questo significa solo una cosa: se non si paga in tempo, la multa diventa abbastanza costosa, ed è facile comprenderne il motivo. Se un automobilista non versa l’importo previsto dalla sanzione, allora l’ente titolare del credito, che generalmente è il Comune, forma il ruolo e lo invia all’Agente per la riscossione esattoriale entro due anni. L’Esattore poi manda la cartella esattoriale, che deve essere notificata al contribuente non oltre cinque anni, ovvero entro quello che definiamo come il termine di prescrizione.

Le pubbliche amministrazioni però non svolgono questo iter in maniera così rapida e diligente, quindi l’automobilista vedrà la notifica della cartella solo in prossimità della scadenza della prescrizione (quasi al compimento dei cinque anni dal ricevimento del verbale). E così il tasso di interesse del 10%, in quel momento, è già scattato per ben dieci volte, facendo lievitare l’importo della multa in maniera eccezionale.

Attenzione: dopo 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale, il debitore che non paga può subire il pignoramento e il fermo amministrativo del veicolo. Si può tornare alla guida solo con una richiesta di rateazione della cartella.

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