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Quando è nulla una multa per auto in divieto di sosta?

La multa per divieto di sosta è una delle più frequenti, secondo le statistiche: quando si rischia e in quali casi può essere annullata

Parcheggiare in divieto di sosta, oltre a far rischiare la multa all’automobilista, può creare anche dei disagi al traffico, mettendo in pericolo la sicurezza di pedoni e veicoli. Vediamo quello che dobbiamo sapere sulla multa per divieto di sosta e i casi in cui può essere dichiarata nulla.

Multa per divieto di sosta: che cosa dice il Codice della Strada

L’art. 158 del CdS sanziona il divieto di sosta, sia all’interno delle aree urbane che al di fuori delle stesse. Vengono indicate tutte le restrizioni per il parcheggio dell’auto, fermata e sosta sono vietate generalmente:

  • in curva;
  • sui marciapiedi;
  • sui dossi;
  • vicino a passaggi a livello e ferrovie;
  • in sovrapassaggi, portici, sottovia, gallerie;
  • sulle piste ciclabili;
  • sui passaggi pedonali;
  • nei punti di ricarica per le auto elettriche;
  • vicino alle aree di intersezione;
  • in corrispondenza di segnaletica stradale e semafori.

La sosta è vietata inoltre:

  • in doppia fila;
  • sui passi carrabili;
  • davanti ai cassonetti dei rifiuti;
  • in zone riservate ai mezzi pubblici o a veicoli per disabili.

Divieto di sosta: le sanzioni

Chi parcheggia in divieto di sosta rischia una multa da 41 a 168 euro, il valore cambia in base alla gravità dell’infrazione. Ci sono dei casi più seri, come auto parcheggiate in modo da impedire il transito dei mezzi pubblici o dei veicoli per persone disabili, che comportano chiaramente multe più care, da 84 euro fino a 335 euro. In genere è prevista sono la sanzione amministrativa, nei casi più gravi si rischia anche di perdere fino a 2 punti dalla patente.

Multa per divieto di sosta: può essere nulla?

Chi prende una multa per divieto di sosta può decidere di contestarla perché la ritiene nulla. C’è da dire che le multe per divieto di sosta sono tra le più frequenti, secondo i dati e le statistiche. Ci sono casi in cui si può richiedere l’annullamento della sanzione, vediamo precisamente quali sono, stando alle normative e regole in vigore oggi.

La multa per divieto di sosta può essere annullata (o comunque, se ne può fare richiesta e probabilmente vederla accolta) se viene fatta in una di queste condizioni:

  • se il cartello di divieto di sosta non è ben chiaro per tutti, perché si è scolorito con il tempo e a causa del sole;
  • nei casi in cui il cartello è stato girato dal vento in modo che non si capisca più a quale strada si riferisce;
  • se il cartello del divieto di sosta non è affatto visibile dagli automobilisti;
  • se la multa viene effettuata per mancata esposizione del ticket in un parcheggio a pagamento, ma in realtà il tachimetro non era funzionante;
  • se non vi è alcuna segnalazione di divieto di sosta;
  • se la multa riporta la targa sbagliata dell’auto;
  • se la multa viene notificata in ritardo rispetto ai tempi stabiliti dalla legge.

Secondo quanto è stabilito dalla legge oggi, è possibile parcheggiare anche in divieto di sosta, ma solo in casi di urgenza (e quindi la multa, in queste condizioni, dovrebbe essere annullata):

  • casi di urgenza personali;
  • situazioni di gravità;
  • situazioni di pericolo, per non ci sono delle alternative, se non quella di fermarsi con l’auto in una zona in cui non si dovrebbe per legge.
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