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PRA: cosa succede se non ci si registra al Pubblico Registro Automobilistico?

L'acquisto di un'auto nuova o usata comporta il disbrigo di diverse pratiche burocratiche. Tra queste anche l'iscrizione al Pubblico Registro Automobilistico

Tra le varie pratiche burocratiche legate al possesso di un’automobile è, probabilmente, una delle meno conosciute. Anche se, dalla sua corretta esecuzione, dipende la possibilità di poter circolare in strada con il proprio veicolo senza problemi di sorta. Si tratta dell’iscrizione al Pubblico Registro Automobilistico, un’operazione da effettuare obbligatoriamente ogni volta acquistiamo un’auto, anche se usata.

Cosa accade, però, se per un qualsiasi motivo, non ci si registra al Pubblico Registro Automobilistico? Il tutto è regolamentato dall’articolo 94 del Codice della Strada “Formalità per il trasferimento di proprietà degli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi e per il trasferimento di residenza dell’intestatario”, che stabilisce tempistiche, modalità e sanzioni in caso di ritardi o errori nella registrazione al PRA.

Che cos’è il Pubblico Registro Automobilistico

Prima di comprendere cosa succede se non ci si registra al PRA, è necessario capire che cosa sia questo registro. Come dice anche il nome, è un elenco pubblico nel quale devono essere registrate tutte le auto circolanti nel nostro Paese. Da una visura del PRA è praticamente possibile ricostruire l’intera storia di un veicolo: la prima immatricolazione, eventuali passaggi di proprietà, dati tecnici e altre informazioni riguardanti il mezzo. In questa maniera è sempre possibile “tracciare” i veicoli, conoscere le loro caratteristiche e chi è il proprietario in un preciso momento storico.

L’iscrizione al PRA avviene al momento del primo acquisto dell’automobile tramite il pagamento dell’Imposta Provinciale di Trascrizione (solitamente meglio conosciuta con la sigla di IPT); in caso di successivi passaggi di proprietà, invece, si dovranno effettuare delle modifiche alla trascrizione presso il Pubblico Registro Automobilistico, aggiornando i dati del proprietario. Nel momento in cui una automobile viene cancellata dal PRA, è come se non esistesse più: solitamente si tratta di una pratica da effettuare quando si vuole demolire il veicolo, ma può avvenire anche d’ufficio nel caso in cui non venga pagato il bollo per tre anni di seguito.

Cosa succede se non ci si registra al PRA

Quando si acquista un’auto nuova, è di fatto impossibile non registrarsi al Pubblico Registro Automobilistico. La IPT, infatti, è una delle tante voci che compongono il prezzo finale del veicolo (se non ci credete, controllate le voci in piccolo) ed è direttamente il concessionario a occuparsi delle pratiche burocratiche richieste.

La questione cambia, invece, quando si acquista un’auto usata, specialmente se si tratta di compravendita tra privati. In questo caso, infatti, venditore e acquirente dovranno recarsi presso un’agenzia autorizzata per formalizzare il passaggio di proprietà ed effettuare così il cambio di intestazione al PRA. Il Codice della strada concede fino a 60 giorni di tempo dalla formalizzazione dell’acquisto per effettuare la registrazione al Pubblico Registro Automobilistico. Se ciò non dovesse accadere, tanto l’acquirente quanto il venditore andranno incontro a sanzioni pecuniarie e conseguenze sul piano civile e fiscale.

Sanzioni mancata registrazione al PRA

Come previsto dall’articolo 94 del Codice della Strada, se non ci si registra al Pubblico Registro Automobilistico entro le tempistiche concesse (60 giorni, come detto), l’acquirente dovrà mettere in conto sanzioni pecuniarie, mentre il venditore potrà essere chiamato a risponderne di fronte a un giudice. Fino a che il passaggio di proprietà non viene formalizzato presso gli uffici ACI territoriali, infatti, chi vende resta il formale proprietario del veicolo. In caso di infrazioni, incidenti o danni, dunque, verrà chiamato a risponderne nelle sedi opportune.

Trascorsi i due mesi dalla vendita dell’automobile, acquirente e venditore dovranno passare attraverso il procedimento del “ravvedimento operoso”: sarà sufficiente pagare la sanzione amministrativa prevista dal Codice della Strada e regolarizzare così la questione.

Se il versamento verrà effettuato oltre i 90 giorni, la sanzione da pagare è pari al 30% dell’IPT prevista dalla provincia di residenza. Se, invece, il pagamento dell’imposta provinciale avviene prima di questa scadenza, si potrà contare su una riduzione della sanzione. In particolare:

  • Entro i 15 giorni la sanzione è dell’1% per ogni giorni di ritardo;
  • Dal 16esimo al 90esimo giorno è del 15%;
  • Oltre i 90 giorni è del 30%.