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Impianto GPL scaduto: cosa bisogna fare, passo per passo

Chi possiede una vettura GPL deve tenere presente delle regole precise per viaggiare in sicurezza, come la scadenza delle bombole stabilita dalla Legge

Le auto con impianto GPL oggi sono discretamente diffuse, il loro utilizzo è conveniente e ecologico, anche se necessitano di una manutenzione dedicata e attenta, degli accorgimenti sia burocratici che tecnici da seguire per essere sempre in regola e soprattutto per viaggiare in sicurezza. Vediamo tutto quello che è necessario sapere.

Collaudo della bombola GPL, di cosa si tratta?

Per garantire la massima sicurezza delle auto alimentate a GPL, che si diffondono sempre più, anche a causa del progressivo aumento dei costi del carburante, la Legge italiana prevede delle regole specifiche. Una tra queste è fare la sostituzione periodica del serbatoio GPL con una nuova bombola, a cui seguono obbligatoriamente il collaudo in motorizzazione e l’aggiornamento della carta di circolazione.

Si tratta di una procedura che può essere eseguita solo ed esclusivamente dal personale specializzato e che è obbligatoria per garantire che il veicolo sia in sicurezza e affidabile. Ogni bombola viene garantita per dieci anni, dopo i quali deve essere obbligatoriamente sostituita. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, attraverso il Dipartimento dei Trasporto Terresti, si occupa del collaudo delle bombole di GPL per le auto in Italia. Una volta che scade la bombola, è necessario seguire la procedura esatta per non incorrere in pesanti sanzioni e anche nella confisca del mezzo.

Revisione dell’auto con impianto GPL

Chiariamo subito una cosa: la revisione auto è uguale per tutti i veicoli e viene fatta dopo 4 anni dalla prima immatricolazione e poi ogni due. La revisione delle bombole GPL è un’altra cosa e non vanno confuse, non ha delle scadenze specifiche da rispettare, dopo dieci scatta l’obbligo di sostituzione. Purtroppo i tempi della Motorizzazione Civile spesso sono molto lunghi, questo è il motivo per cui in alcuni casi è l’ente stesso a mandare un meccanico specializzato per la manutenzione e la sostituzione dell’impianto della propria auto. Secondo la normativa comunitaria ECE/ONU 67/01, la durata delle bombole è di 10 anni dalla prima immatricolazione della vettura o dall’installazione successiva dell’impianto.

Cosa bisogna fare:

  • collaudo in Motorizzazione e sostituzione delle bombole GPL;
  • prova idraulica, solo quando si procede al cambio di altri elementi dell’impianto e non solo alla sostituzione delle bombole;
  • nel frattempo la carta di circolazione viene ritirata e si può circolare con un permesso provvisorio. Il libretto auto, una volta superato il collaudo del nuovo serbatoio GPL, viene aggiornato in un mese circa.

Quali documenti servono per la procedura di sostituzione bombole GPL

È necessario presentare:

  • modello TT 2119 alla Motorizzazione (la domanda);
  • la dichiarazione di installazione a norma che rilascia l’installatore;
  • il documento tecnico del nuovo serbatoio GPL;
  • le attestazioni che provano i versamenti effettuati.

Dopodiché è possibile prenotare il collaudo. I costi dipendono molto sia dal modello di auto che dalle tariffe per la manodopera. Solitamente si spendono circa 500 euro.

Quali sanzioni rischi con l’impianto GPL auto scaduto

Come abbiamo detto, la Legge obbliga alla sostituzione del serbatoio ogni dieci anni, altrimenti non è possibile fare la revisione auto e quindi continuare a circolare senza il rischio di prendere una multa salata. La Legge infatti non consente di guidare una macchina con un serbatoio vecchio e nemmeno con bombole nuove non collaudate. Il diritto alla circolazione, durante la sostituzione delle bombole, viene sospeso fino al cambio, il permesso viene dato solo a chi ha una prenotazione attiva. Per chi non rispetta la Legge, le sanzioni si aggirano attorno ai 600 euro, con rischio di fermo amministrativo del mezzo.

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