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Immatricolazione auto estera: come funziona e che cosa serve

Quando si importa un'auto dall'estero (dopo l'acquisto o perché ci si trasferisce) è necessario adempiere ad alcune pratiche burocratiche. Ecco quali

Con il Decreto Sicurezza, entrato in vigore dal 1 gennaio 2019, per i residenti in Italia è piuttosto complesso circolare con un veicolo con targa straniera. Una delle norme incluse nel Decreto, infatti, prevede che chi ha stabilito la residenza nel nostro Paese da più di 60 giorni non può circolare su un veicolo con targa estera. Chi infrange la legge rischia una multa di 400 euro e il fermo amministrativo dell’auto, che non potrà essere più utilizzata fino a quando la situazione non verrà sanata.

Quindi, nel caso in cui si stia progettando di importare un veicolo dall’estero o ci si sta per trasferire in Italia da un altro Paese, è necessario informarsi come funziona l’immatricolazione di un’auto estera. Come si può facilmente immaginare, infatti, è necessario avere alcuni documenti che comprovino il possesso del veicolo e l’idoneità del mezzo a circolare nel nostro Paese. La procedura di “nazionalizzazione” di un’auto immatricolata all’estero, inoltre, differisce se il veicolo proviene da un Paese dell’Unione Europea o da una nazione extra-comunitaria. In questo secondo caso, le tempistiche per il rilascio della targa italiana potrebbero essere più lunghe.

Immatricolazione auto estera: come fare

La “nazionalizzazione” del veicolo può avvenire sia attraverso la Motorizzazione Civile, sia attraverso lo Sportello Telematico dell’Automobilista. Nel caso di un veicolo proveniente da un Paese non appartenente all’Unione Europea o non incluso nello Spazio Economico Europeo, però, questa seconda strada sarà preclusa e ci si deve necessariamente rivolgere alla Motorizzazione.

Come detto, se si ha un’auto proveniente da uno dei Paesi UE si può liberamente scegliere se recarsi presso gli uffici della Motorizzazione civile o presso uno STA. In entrambi i casi, la registrazione del veicolo non sarà complessa, anche se la scelta della motorizzazione civile potrebbe richiedere qualche giorno in più. In questo caso, infatti, sono necessari più passaggi.

Immatricolazione auto estera presso la Motorizzazione: passaggi e documenti necessari

Scegliendo di passare per la Motorizzazione Civile si deve passare prima attraverso una verifica preliminare del veicolo, per accertare che sia idoneo e possa circolare in Italia. Al termine di questo primo passaggio viene rilasciata la carta di circolazione, grazie alla quale si può effettuare l’iscrizione al PRA (entro 60 giorni).

L’iscrizione al Pubblico Registro Automobilistico richiede:

  • Certificato di conformità europeo;
  • Dichiarazione di proprietà autenticata;
  • Fotocopia del documento di identità;
  • Certificato di residenza di chi presenta domanda;
  • Modello NP2D adeguatamente compilato;
  • Fotocopia della carta di circolazione.

Immatricolazione auto estera presso lo STA: documenti richiesti

Passando dallo Sportello Telematico dell’Automobilista, invece, si può saltare il passaggio della verifica preliminare per il rilascio della carta di circolazione. In questo caso, è sufficiente recarsi presso lo STA provinciale (se presente) con la seguente documentazione:

  • Documento di identità;
  • Carta di circolazione estera (solo se il veicolo ha più di 6.000 chilometri);
  • Certificato di residenza;
  • Modello NP2C (se l’istanza viene presentata dall’acquirente) o modello NP2D (se viene redatto l’atto di vendita);
  • Certificato di conformità europeo;
  • Modello TT2119.

Quanto costa l’immatricolazione di un’auto estera

La “nazionalizzazione” di un’auto estera ha, a grandi linee, gli stessi costi del passaggio di proprietà di un’auto usata. Le voci di costo, infatti, sono le stesse trattandosi di due procedure simili. Ma quanto costa, esattamente, immatricolare un’auto estera? Il prezzo varia a seconda del veicolo e della provincia di residenza, ma si attesta attorno alle 200-300 euro circa.

In dettaglio:

  • Emolumenti ACI: 27,00 euro;
  • Imposta di bollo per iscrizione al PRA: 32,00 euro;
  • Imposta di bollo DDT: 32,00 euro;
  • Diritti DTT: 9,00 euro;
  • Imposta Provinciale di Trascrizione: 150,81€ + variazione percentuale stabilita dall’ente provinciale;
  • Costo per il rilascio della targa: variabile a seconda del tipo di veicolo.

A queste cifre, poi, vanno aggiunti eventuali maggiorazioni derivanti dall’importazione dell’auto (ad esempio, l’IVA).