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Frenafiletti, come usarlo per la corretta manutenzione dell’automobile

Il frenafiletti è un prodotto utile in differenti settori, può essere usato anche per le riparazioni di auto, ma bisogna conoscerlo e saperlo applicare

I frenafiletti sono degli adesivi liquidi che servono per evitare la corrosione, il grippaggio o l’allentamento delle varie componenti di un dispositivo di fissaggio filettato. Sigillano e bloccano infatti i filetti di viti, dadi e boccole in presenza di forti vibrazioni e urti.

Sono liquidi molto fluidi che riempiono totalmente i giochi che si creano tra gli accoppiamenti filettati e bloccano le filettature. In questo modo garantiscono il carico di serraggio e eliminano la corrosione da sfregamento. In assenza d’aria a temperature ambiente i frenafiletti polimerizzano, una volta che sono a contatto con il metallo. Il liquido diventa una pellicola di plastica, in assenza di aria, e impedisce l’allentamento.

Perché utilizzare il frenafiletti per l’automobile?

È un valido alleato anche per la manutenzione nel settore auto, alternativa utile ai bloccaggi meccanici, rimovibili e permanenti, che consente di ridurre i costi di riparazione e i tempi di produzione. I vantaggi di questo particolare liquido “fissante” sono:

  • protezione dalla corrosione;
  • prevenzione di allentamenti, perdite e movimenti indesiderati;
  • forze di serraggio costante;
  • prodotti puliti e facili da applicare;
  • resistenza alle vibrazioni;
  • sigillano le filettature, permettono quindi la chiusura di fori.

Il frenafiletti viene applicato allo stato liquido direttamente sulla parte da sigillare, indurisce dopo il montaggio, penetra negli interstizi proteggendo le parti interessate da corrosione per attrito e ruggine.

Come si applica il frenafiletti?

I prodotti in commercio oggi sono quasi tutti dotati di un comodo erogatore, che permette di evitare sprechi e fastidiose colature durante il lavoro. Esistono frenafiletti con differenti tipologie di resistenza, media o alta, in base al lavoro che si deve fare e alla superficie da trattare, che prima dell’applicazione deve essere accuratamente sgrassata e pulita. Per un risultato ottimale, il consiglio è quello di stendere metà del sigillante sul filetto maschio e metà sul filetto femmina, prima di assemblare.

Prima di usare il frenafiletti, si consiglia di agitare a fondo il contenitore. C’è un trucchetto che serve anche per evitare l’otturazione del flacone, ovvero non toccare il metallo con la punta dell’applicatore durante l’utilizzo. Altra cosa importante da sapere per un corretto utilizzo è applicare alcune gocce di prodotto sulla vite nel punto in cui si avviterà il dado, per i fori passanti. Per i fori ciechi invece si consiglia di applicare alcune gocce di prodotto sui filetti in fondo al foro.

Per la sigillatura è bene applicare un cordolo di 360° di prodotto sui primi filetti del componente maschio, lasciando libero il primo filetto e facendo in modo che il frenafiletti vada a riempire tutti i vuoti dei filetti.

Qual è il tempo di indurimento del frenafiletti?

C’è una regola da seguire per capire quali sono i tempi di indurimento del frenafiletti: coi materiali passivi e l’apertura più larga, il processo di indurimento risulta più lento.

I materiali così detti passivi sono: nichel, stagno, zinco, alluminio con un contenuto minimo di rame e/o manganese, rivestimenti ossidati o cromati, plastica e vetro.

I materiali attivi invece sono: ottone, rame, acciaio, bronzo, alluminio con contenuto di rame superiore all’1%.

Frenafiletti a media resistenza o ad alta resistenza

Scegliere il frenafiletti di alta o media resistenza dipende solo dall’utilizzo che se ne deve fare e dalle proprie esigenze. I due prodotti hanno delle caratteristiche differenti, che è bene saper valutare prima.

Il frenafiletti ad alta resistenza ad esempio può essere usato per lavori che poi non richiedono uno smontaggio successivo, e ha una resistenza termica e chimica molto elevate. Quello a media resistenza invece consente lo smontaggio con normali strumenti, ha una buona stabilità a temperature medie e alte, è oltretutto indicato per le superfici passivate.