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Fari allo xeno: come si procede all’omologazione?

I fari allo xeno sono particolari dispositivi che consentono illuminazione e durata maggiore rispetto alle classiche luci: come devono essere omologati

I fari allo xeno sono dei proiettori particolari e di nuova concezione che non funzionano grazie alla solita lampadina a incandescenza a cui siamo abituati, ma con un’altra tipologia ad alta resa, che usa il principio della scarica di gas tra due elettrodi. Questi fari hanno circa il doppio del potere illuminante delle lampadine alogene, quindi anche in caso di pioggia, nebbia e situazioni difficoltose (di scarsa visibilità), la luminosità è più elevata e ci si sente più sicuri. Oltretutto, anche la durata è maggiore, di circa 10 volte rispetto ai sistemi tradizionali.

Una centralina che controlla la tensione e la temperatura della luce consente la rapida accensione del faro, riducendo la possibilità che gli occhi si stanchino. I fari allo xeno sono più efficienti e più sicuri, anche se a volte, se si abusa nell’installarli, possono creare disagio per gli utenti che si incrociano o si seguono per strada.

Come fare l’omologazione dei fari allo xeno

La normativa sui fari xeno è chiara, il Codice della Strada obbliga all’adozione di un sistema lavafari e un altro per l’orientamento del fascio luminoso. Prevede altrimenti una sanzione per chi circola su strada con un mezzo che presenta alterazioni delle caratteristiche funzionali o costruttive con dispositivi che risultano essere installati in maniera non corretta o malfunzionanti. Questo significa che qualsiasi equipaggiamento di un veicolo omologato può essere sostituito solo ed esclusivamente con elementi omologati per quel tipo di mezzo in particolare.

A questo proposito, parliamo appunto dei fari xeno che, se non omologati, potrebbero far scattare sanzioni pecuniarie e decurtazioni di punti dalla patente, oltre al ritiro del libretto di circolazione. Per una corretta ed efficace omologazione, il primo passo è munirsi di fari allo xeno omologati, servono quindi dei kit originali o kit aftermarket con certificato CE e E13.

Durante il montaggio delle luci deve essere installato anche un sistema tergifari automatico attivato dall’abitacolo e un sistema di livellamento dei fari elettrico comandato manualmente (solitamente è a rotella e viene inserito vicino al volante) che permette, quando regolato verso il basso, di rientrare nei limiti di inclinazione previsti dal comma 6.2.6.1. del “Regolamento n. 48 della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UN/ECE) disposizioni uniformi relative all’omologazione dei veicoli per quanto concerne l’installazione dei dispositivi di illuminazione e di segnalazione luminosa”.

Rispettando la normativa, detta anche ECE R48, e soddisfacendo questi tre requisiti:

  • sistema di livellamento;
  • sistema lavafari;
  • kit fari xeno omologati con certificato CE e E13,

è possibile richiedere l’omologazione alla Motorizzazione. L’ispettore prende in carico la richiesta e rilascia la documentazione di omologazione necessaria per circolare “a norma di Legge”. L’omologazione può essere richiesta anche in sede di revisione dell’auto in oggetto.

Multa per fari xeno non omologati: cosa si rischia?

Come abbiamo detto, chi circola con dispositivi non omologati per quel tipo di mezzo, oppure con fari allo xeno male orientati e addirittura non funzionanti, secondo quanto previsto dal Codice della Strada, rischia una multa che comporta il pagamento di una somma da un minimo di 84 a un massimo di 335 euro.

Se i fari tradizionali dell’auto vengono sostituiti con dispositivi allo xeno non serve aggiornare la Carta di Circolazione del veicolo, però il controllo, come abbiamo detto, può essere fatto durante la revisione dell’auto. Nel caso in cui i dispositivi visivi siano considerati addirittura tanto difettosi da poter determinare un grave pericolo per la sicurezza su strada, l’agente potrebbe anche ordinare di fermare l’auto e non proseguire la marcia.