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Decurtazione punti patente: si può impugnare se la multa è già pagata?

Che cosa succede se la multa è già stata pagata ma il conducente vuole impugnare la sanzione accessoria di decurtazione dei punti dalla patente

Spesso si verificano casi simili, per i quali il Giudice di Pace, nell’applicazione della legge, si esprime a favore del conducente. Questo significa che consente la reintegrazione dei punti decurtati dalla patente, nonostante l’automobilista stesso abbia già pagato la somma prevista dalla multa. La decurtazione dei punti infatti è una sanzione accessoria e quindi è possibile, per chi la subisce, fare ricorso.

Conducente diverso dal proprietario del veicolo

In questo caso, in sede di opposizione, il ricorrente rappresenta come, oltre alla sanzione pecuniaria pagata dal proprietario del veicolo, è scattata anche la sottrazione dei punti dalla patente del conducente dello stesso mezzo. Secondo il Giudice, visto che il soggetto alla guida è diverso dal proprietario dell’auto, allora gli è permesso impugnare il verbale e contestare l’infrazione.

Chi subisce la sanzione accessoria di decurtazione dei punti dalla patente può agire facendo ricorso in sede giurisdizionale, come confermato anche dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite nella sentenza n. 3936 del 13 marzo 2012, richiamata dal provvedimento in esame. La decurtazione dei punti non può essere sottratta al mezzo di opposizione, questo infatti risulterebbe “privo di giustificazione e quindi non compatibile con i principi della nostra Carta costituzionale”.

Cosa succede se manca l’indicazione dei tempi impiegati nelle singole fasi del procedimento?

Viene accolta anche l’eccezione con cui l’opponente contesta la carenza di motivazione dell’ordinanza e la mancata indicazione dei tempi previsti dalle fasi del procedimento. Ed è su questo punto che il Giudice onorario chiamato in causa riprende quello che viene specificato nella sentenza n. 1786/2010 con cui le Sezioni Unite di Cassazione hanno precisato che “l’obbligo di motivazione deve riguardare, a pena di nullità, anche i tempi impiegati nelle singole fasi del procedimento. Ciò al fine di verificare che le ordinanze di ingiunzione siano state emesse nel rispetto dei termini perentori indicati negli artt. 203 e 204 del Codice della Strada”.

Per quanto riguarda la presente sentenza, anche la giurisprudenza di merito conferma l’ulteriore onere in capo all’amministrazione. L’omissione determina la nullità del provvedimento amministrativo. Come sottolinea il Giudice di Pace si tratta di un adempimento indispensabile, che fa in modo che chi riceve l’ingiunzione possa controllare il rispetto della legge da parte dell’amministrazione nello svolgimento della procedura amministrativa.

Per concludere quindi possiamo dire che “la mancata indicazione nella stessa ordinanza di ingiunzione dell’avvenuto adempimento nei tempi previsti delle singole fasi del procedimento determina la nullità assoluta dello stesso”.

Cosa succede se il verbale è stato redatto con grafia inintelligibile

La grafia inintelligibile può essere sufficiente a dichiarare la nullità assoluta dell’ordinanza opposta; nonostante ciò, il magistrato onorario ritiene che possa sussistere anche una violazione del diritto di difesa (verbale redatto a mano e incomprensibile). La grafia impossibile da decifrare dell’agente accertatore può assolutamente determinare la mancata comprensione del contenuto della multa.

In questo caso specifico accaduto quindi il Giudice di Pace ha deciso di accogliere il ricorso, annullando l’ordinanza-ingiunzione con riferimento alla sanzione accessoria. Ha determinato così la reintegrazione dei punti che erano stati decurtati dalla patente del sanzionato.

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