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A che cosa servono i fari retronebbia? Che cosa dice la legge

Il corretto utilizzo dei fari retronebbia è fondamentale per viaggiare sicuri in auto e non creare pericoli alla circolazione

Viaggiare in auto sicuri è fondamentale per evitare pericoli per se stessi e per gli altri utenti che si incontrano sulla strada. È importante quindi il corretto funzionamento di tutto l’equipaggiamento di sicurezza dell’auto, tra cui l’intero impianto luci. La corretta visibilità, soprattutto nelle situazioni più difficoltose (buio, maltempo, nebbia e altro) è assolutamente necessaria per evitare sinistri. Che cosa sono i fari retronebbia? Perché sono importanti? Vediamo che cosa dice il Codice della Strada a riguardo.

Che cosa sono i fari retronebbia

Si tratta di luci speciali da usare in condizioni di scarsa visibilità; è fondamentale sapere che devono essere usate nel modo corretto, per non diventare addirittura pericolose. Il retronebbia deve essere usato in maniera intelligente, rispettando quello che prescrive il Codice della Strada.

Innanzitutto si tratta di un fanale che si trova nella parte posteriore dell’auto e che serve per segnalare la presenza del veicolo stesso agli altri mezzi che sopraggiungono da dietro. Fondamentale quando le condizioni atmosferiche sono complicate. È una luce di colore rosso, si accende solo se sono in funzione anche gli anabbaglianti.

Che cosa dice la legge

Purtroppo sarà capitato a tutti di guidare in condizioni normali, con una leggera foschia, e trovare delle vetture davanti a sé con il retronebbia acceso. Può essere molto fastidioso, quando la nebbia non è fitta, eppure ci sono automobilisti che non sanno quando è possibile accenderlo, in base a ciò che dice la legge, e quindi ne abusano.

Il Codice della Strada indica che i fendinebbia posteriori si possono usare solo nei seguenti casi:

  • pioggia intensa;
  • nevicata fitta;
  • visibilità inferiore ai 50 metri.

Questo significa che devono essere accesi solo ed esclusivamente se assolutamente necessario, per non disturbare gli altri utenti della strada, che possono altrimenti essere abbagliati dalla forte luce rossa. Può anche capitare che i retronebbia, essendo appunto di colore rosso, vengano confusi con gli stop, che indicano una frenata ai conducenti che stanno dietro al veicolo, inducendoli ad arrestare bruscamente (e per nulla) il proprio mezzo, creando un rischio inutile di tamponamento.

Questo è il motivo per cui, per legge, si possono usare i fendinebbia posteriori solo in caso di visibilità è inferiore a 50 metri e riducendo la velocità sotto ai 50 km/h. La distanza tra i veicoli invece deve essere aumentata ed è necessario spegnere i retronebbia quando si ha un mezzo subito dietro al proprio. Chiaramente non si può misurare la distanza precisa tra le auto, il consiglio degli esperti quindi è di regolarsi come segue: se si riescono a vedere le luci di posizione dei mezzi davanti, allora non è necessario accendere l’antinebbia.

Multa per uso scorretto dei fari retronebbia

L’accensione non è mai obbligatoria, è utile usarli però con buonsenso per non disturbare la vista agli altri utenti. Usare le luci posteriori per nebbia in modo scorretto può esporre l’automobilista al rischio di prendere una multa che va da un minimo di 84 a un massimo di 335 euro.

Attenzione: imparate a riconoscere la spia dei retronebbia, che è di colore giallo e, quando è accesa, indica chiaramente che anche il faro è in funzione. Usare in maniera scorretta le luci retronebbia può potenzialmente provocare sinistri stradali, quindi il nostro consiglio è quello di prestare sempre la massima attenzione (si possono subire conseguenze anche per quanto riguarda l’assicurazione in caso di incidente).

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