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Cos’è l’isola di traffico e che cos’è vietato fare?

Che cos'è l'isola di traffico, dove si trova e qual è il suo funzionamento: tutte le norme per una buona circolazione stradale

Parliamo oggi dell’isola di traffico e chiariamo alcune questioni inerenti questo spazio; non tutti infatti sanno a che cosa serve, come è delimitata e soprattutto che cosa si può fare e non si deve fare al suo interno.

Innanzitutto possiamo chiamare l’isola di traffico anche isola di canalizzazione. Nello specifico si tratta di una porzione di strada, che possiamo trovare anche sui percorsi che facciamo ogni giorno, non è raro infatti imbattervisi. Non bisogna confonderla con l’isola pedonale, ha funzione e significato completamente differenti. E all’esame di teoria di patente alcuni si lasciano ingannare e cascano nel trabocchetto. Quindi vediamo di chiarire ogni dubbio e capire che cos’è e a cosa serve l’isola pedonale.

Definizione di isola di traffico secondo il Codice della Strada

L’articolo 176 del Regolamento di attuazione del Codice della Strada definisce l’isola di traffico come una porzione di strada che può essere rialzata oppure a raso terra. Quali sono le differenze sostanziali che permettono di riconoscere le due tipologie di isola di canalizzazione:

  • innanzitutto quella a raso presenta le zebrature, è realizzata con strisce di colore bianco alternate al nero dell’asfalto, a volte delimitate attraverso l’utilizzo di semisfere bianche a profilo schiacciato, con un diametro che va dai 30 ai 50 cm;
  • ci sono isole di canalizzazione delimitate da elementi verticali, quali ad esempio coni, birilli o paletti e altri oggetti simili, installati lungo il perimetro dell’isola stessa (è fondamentale che sia ben definito);
  • un’isola di traffico rialzata permanente invece può essere realizzata con il calcestruzzo e contenere un attraversamento pedonale a raso.

Le regole e i divieti che vigono all’interno dell’isola di traffico, di qualunque tipologia essa sia, non cambiano chiaramente né per quanto riguarda la sosta né per la circolazione.

Divieti e obblighi per la circolazione sull’isola di traffico

Spesso, prima della realizzazione di un’isola di traffico definitiva, si usa realizzarne una a raso per una prima sperimentazione. Tutta la zona che viene delimitata dal perimetro dell’isola, e che quindi ne fa parte, è vietata alla circolazione di ogni veicolo, e valgono le stesse regole che sono imposte dalla segnaletica verticale e orizzontale, ad esempio se l’isola di canalizzazione si trova in corrispondenza di un incrocio.

È vero anche che la stessa isola di traffico può essere usata dai pedoni come una sorta di ‘luogo sicuro’ nell’attesa di attraversare la strada. Visto che, nello specifico, l’isola di traffico nasce proprio come una porzione di strada che serve per la canalizzazione del flusso dei veicoli, non è transitabile. Questo significa in particolare che valgono gli stessi divieti che vigono anche sull’isola salvagente e sull’isola spartitraffico, ovvero i seguenti:

  • qualsiasi veicolo ha il divieto di transitare sull’isola di canalizzazione;
  • sosta e fermata sono vietate ad ogni mezzo.

Quiz patente: l’isola di traffico

Quelli che riguardano la possibilità di usare l’isola di traffico da parte dei pedoni, sono tra gli errori più frequenti ai test di teoria per ottenere la patente. Quindi attenzione a quanto segue:

  • la circolazione di mezzi di linea e taxi è vietata sull’isola di traffico, proprio come per le auto private;
  • non si tratta di un’are delimitata ad uso esclusivo di veicoli, e nemmeno per pedoni, salvo nei casi in cui c’è un attraversamento pedonale;
  • non è un’area di sosta né di fermata.