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Si può contestare una multa dopo averla pagata?

Per legge non è possibile fare ricorso per una multa che è già stata pagata, esiste però un'unica eccezione che rende lecita la contestazione

Generalizzando, dal momento in cui si paga una multa, non è più possibile fare ricorso per la stessa, anche se ci sono dei casi particolari in cui l’automobilista scopre che ci sono delle alternative per annullare la sanzione. Cosa bisogna fare in questi casi?

Che cosa dice la legge

L’articolo 203 del Codice della Strada dice: “Il trasgressore o gli altri soggetti indicati nell’art. 196, nel termine di giorni sessanta dalla contestazione o dalla notificazione, qualora non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta nei casi in cui è consentito, possono proporre ricorso al prefetto del luogo della commessa violazione, da presentarsi all’ufficio o comando”.

Quindi sottolinea che si può fare ricorso nei termini prestabiliti, ma solo fino a quando la multa non risulta pagata. Per questo prima è importante riflettere, se ci sono dei dubbi, anche a costo di far passare i 5 giorni che consentono di beneficiare dello sconto del 30% sull’importo da pagare.

Versare la somma dovuta è come ammettere la colpa, ma c’è un’eccezione da considerare.

Cosa succede se proprietario e conducente sono persone diverse

La sentenza 471/2005 consente di trarre spunto e rappresenta un’eccezione. Si tratta in particolare di una sanzione con sconto, i soggetti coinvolti sono proprietario e guidatore della stessa auto, che non coincidono. La Corte costituzionale dice che se il proprietario paga la multa entro 5 giorni, chi era alla guida della macchina può comunque fare ricorso e contestare il verbale di fronte al Giudice di pace o al Prefetto.

Nel caso in cui invece dovesse verificarsi la situazione inversa, ovvero il conducente che paga, e non il proprietario, non sappiamo la procedura da seguire, visto che la Corte non si è pronunciata in merito.

Come si fa la contestazione di una multa?

Per fare la richiesta ci si può rivolgere:

  • al Giudice di Pace, che può annullare o confermare le multe anche in forma ridotta. La contestazione deve essere fatta entro 30 giorni dal ricevimento della multa, personalmente presso gli uffici territoriali oppure tramite raccomandata. Si pagano il contributo unificato di 43 euro, la marca da bollo per i diritti di cancelleria di 27 euro;
  • al Prefetto, entro 60 giorni dalla data di notifica e senza alcun costo. Può essere scritta a mano o firmata a mezzo PEC in modo digitale. La contestazione deve poi essere consegnata personalmente agli uffici territoriali della Prefettura o può essere inviata tramite raccomandata.

Quando è possibile fare ricorso per una multa?

Come abbiamo visto quindi fare ricorso per una multa che è già stata pagata non è di certo semplice, per svariate ragioni. Il versamento della somma dovuta, infatti, rappresenta l’ammissione della colpa per l’infrazione commessa. Prima di pagare è bene essere certi e controllare sempre di non trovarsi di fronte a un verbale con vizi di forma, in questo caso è possibile evitare di fare il versamento richiesto.

Quando è possibile contestare la multa? Quando ci sono degli errori commessi dagli organi accertatori; vediamo alcuni esempi di seguito:

  • la targa scritta sulla multa non è corretta;
  • data e orario non corrispondono alla realtà;
  • il verbale stesso presenta errori o è incompleto;
  • l’autorità competente non si identifica;
  • la multa viene fatta al precedente proprietario;
  • gli strumenti di verifica non sono a norma.

Attenzione: non devono mai essere passati più di 90 giorni tra la data della contravvenzione e quella di notifica, altrimenti la multa non è valida.

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