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Comodato d’uso gratuito per l’auto: come funziona?

È un contratto che prevede l'uso dell'auto di un altro soggetto in modo gratuito, ma è necessario rispettare determinati obblighi previsti dalla Legge

Il contratto di comodato d’uso gratuito, in Italia, viene disciplinato nel Codice Civile e si tratta di un contratto a effetti reali. Presuppone la presenza di un “comodante” che consegna il bene e di un “comodatario” che invece lo riceve e lo utilizza per un determinato periodo di tempo, senza pagare alcun corrispettivo, avendo l’obbligo di restituirlo alla scadenza del termine pattuito. Vediamo tutto quello che s’è da sapere se viene ceduta un’auto in comodato.

Comodato d’uso gratuito per auto: cosa sapere

In questo caso l’oggetto del comodato è una macchina. Il Codice prevede che, se un’auto viene concessa in comodato per più di 30 giorni, è necessario inviarne la richiesta alla Motorizzazione Civile. I soggetti interessati possono essere persone fisiche (come componenti di una famiglia) o persone giuridiche, come un datore di lavoro che assegna l’auto in comodato a un dipendente, sotto forma di benefit.

Se l’oggetto del comodato è l’auto, non serve registrare il contratto presso l’Agenzia delle Entrate e la Legge non obbliga le parti a stipulare un contratto scritto. Chi riceve un autoveicolo in comodato d’uso gratuito deve registrarsi come intestatario temporaneo presso la Motorizzazione Civile, entro 30 giorni. La Motorizzazione deve recapitare al comodatario un tagliando da inserire insieme alla carta di circolazione.

Procedura e costi del comodato d’uso gratuito per auto

È necessario inviare all’Ufficio Provinciale della Motorizzazione:

  • copia del bollettino di versamento sul c.c. 4028 di 16 euro;
  • copia del bollettino di versamento sul c.c. 9001 di a 10,20 euro;
  • domanda di modifica dell’intestatario del veicolo MOD TT2119 (scaricabile su ilportaledellautomobilista.it);
  • dichiarazione Sostitutiva di Atto di notorietà del proprietario dell’auto;
  • fotocopia di un documento di identità o di riconoscimento del comodante.

Se si cedono in comodato più veicoli aziendali, allora è possibile procedere all’istanza cumulativa con un unico modello TT2120, versando una sola imposta di bollo da 16 euro. Invece le carte di circolazione devono essere aggiornate singolarmente, quindi si devono pagare i diritti di motorizzazione (10,20 euro) per ogni aggiornamento.

Come abbiamo detto, la Motorizzazione consegna al comodatario il tagliando che certifica la temporanea intestazione dell’automobile. A seguito dell’istanza viene rilasciata anche un’attestazione di avvenuta annotazione nell’Archivio Nazionale dei Veicoli delle informazioni della dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà.

Attenzione: la Motorizzazione si limita a verificare la regolarità formale dei documenti e non fa controlli sui rapporti privatistici tra l’intestatario della carta di circolazione e il comodatario.

Scadenza del comodato gratuito per auto

Quando il comodato d’uso raggiunge la data di scadenza, il veicolo torna al suo proprietario, che deve chiedere alla Motorizzazione di cancellare l’intestazione temporanea e di ripristinare la carta di circolazione. Se il comodatario rinuncia al mezzo prima della scadenza del contratto, l’intestatario deve presentare una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che attesta questa circostanza. Una volta che l’auto viene restituita, l’intestatario può concederla in comodato a un altro soggetto che può quindi richiedere l’emissione del tagliando di aggiornamento (è un su obbligo, ma è anche nell’interesse del comodante).

Registrazione obbligatoria: il rischio di sanzioni

Se il comodato d’uso gratuito dell’auto non viene registrato presso la Motorizzazione come previsto, si rischiano delle sanzioni. Se in sede di accertamento il conducente del motoveicolo non mostra il tagliando della Motorizzazione, la multa da pagare (sanzione amministrativa) è di minimo 728,00 euro, fino a un massimo di 3.636 euro, con ritiro della carta di circolazione.