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Come si scelgono i cavi di avviamento per l’automobile?

I cavi di avviamento dell'auto non sono tutti uguali, ed è importante imparare a sceglierli in base alle caratteristiche del veicolo

Quando l’auto è in panne a causa della batteria scarica, allora è indispensabile avere con sé i cavi di avviamento, che devono essere scelti in base a differenti caratteristiche. Vediamo tutto quello che bisogna sapere.

Cavi di avviamento auto: le caratteristiche

Per la scelta dei cavi giusti bisogna prendere in considerazione:

  • l’amperaggio;
  • i morsetti;
  • la sezione;
  • la lunghezza.

Partiamo dalla lunghezza, il consiglio è quello di scegliere dei cavi da 35 mm2 e lunghi almeno 3 m in caso di vettura diesel. Se invece l’auto è a benzina, allora i cavi di avviamento dovrebbero essere da 25 mm2 e lunghi 3 m. Per i camion in genere si consigliano cavi da 50 mm2 e lunghi 5 m.

I morsetti invece devono avere una superficie di contatto ampia, al crescere della forza di serraggio aumenta e migliora anche il passaggio di corrente.

Cavi di avviamento auto: la composizione

Come sappiamo, i cavi servono per collegare tra loro due batterie di veicoli in caso di auto in panne, in modo che la corrente possa essere trasferita da una batteria carica ad una scarica, che non riesce a permettere al motore di avviarsi.

Come sono fatti? Si tratta di due parti di cavo, un tratto è rosso e positivo e l’altro è nero e negativo. Ogni cavo ha una sezione specifica e una lunghezza e all’estremità ci sono due morsetti, ognuno dei quali può essere isolato o nudo. Entrambi i morsetti hanno ganasce e impugnatura utili per il collegamento.

Amperaggio e lunghezza dei cavi

In base alla capacità della batteria dell’auto, la corrente elettrica che passa attraverso i cavi è più o meno importante. Per questo motivo è fondamentale scegliere una sezione del cavo che si adatta all’amperaggio, infatti un cavo troppo sottile potrebbe surriscaldarsi e causare danni.

Sulla batteria vengono indicate le seguenti caratteristiche:

  • la capacità della batteria (ad esempio 90 Ah);
  • l’intensità di corrente all’avviamento (720 A);
  • la tensione della batteria (12 V).

La scelta varia anche a seconda della tipologia di veicolo, perché le auto diesel sono più potenti rispetto a quelle a benzina, quindi è bene sovradimensionare i cavi di avviamento. Le sezioni da 10 a 25 mm2 generalmente sono consigliate per le auto a benzina e quelle da 35 a 50 mm2 per i modelli diesel.

Attenzione: il cavo di avviamento deve essere abbastanza lungo e flessibile per poter collegare le batterie di due auto nel momento di difficoltà di avviamento di una di esse. Solitamente bastano 3,5 m (almeno 5 metri per i camion).

Morsetti dei cavi: come devono essere

In questo caso è importante considerare:

  • la superficie di contatto: morsetti di bassa gamma stabiliscono il contatto sullo spigolo delle ganasce, quelli in bronzo o rivestiti presentano invece una superficie maggiore, e un conseguente migliore passaggio di corrente;
  • la pressione di serraggio: se risulta più difficile comprimere il morsetto, allora vuol dire che la sua forza di serraggio è maggiore, e il passaggio di corrente anche.

Quando la batteria del veicolo non funziona e non è in grado di avviare l’auto, il danno potrebbe essere legato a:

  • un guasto all’alternatore, che non carica più la batteria: basterà quindi procedere con la ricarica del dispositivo;
  • l’usura della batteria stessa, che è quindi necessario sostituire.