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Come si riconosce il deterioramento della gomma

Ci sono differenti segnali ed elementi che aiutano a riconoscere l'invecchiamento degli pneumatici: vediamo i principali

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Quando si comprano le gomme nuove dell’auto, ci si chiede come fare per poterle usurare meno possibile e farle durare di più. E quindi se l’invecchiamento degli pneumatici è incondizionato, se le gomme subiscono un deterioramento anche se non utilizzate o se tutto invece dipende dal loro utilizzo. Diamo le risposte.

Come ben sappiamo, si presta sicuramente molta attenzione al DOT, nel momento dell’acquisto, per capire quando le gomme stesse sono state prodotte. Ma poi, durante l’utilizzo, quando invecchiano? E come? La vulcanizzazione è uno dei fenomeni di cui si sente parlare più spesso, ma di cosa si tratta in particolare? Vediamo tutto quello che bisogna sapere sugli pneumatici auto e la loro usura.

Ossidazione e invecchiamento delle gomme auto

Ci sono differenti autorità che hanno pensato all’analisi dell’invecchiamento degli pneumatici, tra cui la tedesca ADAC (Allgemeiner Deutscher Automobil-Club) e la svizzera TCS (Touring Club Svizzero), e ancora l’americana NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration). Tutti enti che hanno verificato e compreso che l’invecchiamento delle gomme avviene dall’interno verso l’esterno e per ossidazione, non per usura. La parte interna delle gomme infatti si trova a contatto diretto con l’ossigeno in pressione, e questo l’indurimento della gomma stessa, e infine il danneggiamento.

Quali sono i fattori che provocano un maggiore e rapido invecchiamento delle gomme auto:

  • prima di tutto la mescola che compone gli pneumatici stessi. Da questa infatti dipende la quantità di aria che può attraversarli in un determinato periodo di tempo. In base ai materiali usati infatti la velocità e il tempo durante il quale la struttura interna della gomma resta a contatto l’ossigeno cambia;
  • il calore: più le gomme sono sottoposte a sbalzi di calore, più rapida è l’ossidazione degli pneumatici. Temperature più alte aumentano la permeabilità della gomma e l’ossigeno in questo modo la attraversa più semplicemente. L’attrito con l’asfalto durante l’utilizzo sviluppa calore;
  • la concentrazione dell’ossigeno negli pneumatici: più è elevata, maggiore è anche l’ossidazione. Uno pneumatico riempito con aria compressa e usato costantemente invecchia più velocemente di una gomma che resta conservata in un deposito.

Oli volatili: altri elementi delle gomme auto

I produttori di pneumatici aggiungono alla mescola anche altre componenti, chimiche e naturali. Tra questi ci sono gli oli volatili, che hanno un obiettivo specifico: ovvero allungarne la durata e diminuirne l’invecchiamento.

Qual è la maggior causa di invecchiamento delle gomme dell’auto? Tra le principali c’è senza dubbio la perdita del gas, che avviene quando le gomme non vengono usate. In questo caso infatti si verifica la perdita degli oli volatili che riescono ad attraversare lo strato esterno della gomma, nella loro parte gassosa. Durante l’utilizzo delle gomme in realtà il movimento continuo delle stesse consente una distribuzione costante e omogenea distribuzione degli oli, quindi la perdita è decisamente minore rispetto a quella che si verifica in pneumatici fermi, che non vengono utilizzati.

Perdendo gli oli le gomme si irrigidiscono e perdono elasticità, rischiando di rompersi e screpolarsi.

Pneumatici auto: differenti mescole

Come abbiamo quindi spiegato sinora, l’invecchiamento delle gomme dell’auto ha una forte dipendenza da fattori quali l’utilizzo che ne facciamo e le caratteristiche stesse dello pneumatico, e la sua composizione.

Quando si comprano le gomme, non è presente un’indicazione della tipologia di mescola che viene usata, e nemmeno delle componenti (soprattutto gli oli, che poi sono molto importanti ai fini della determinazione delle qualità, come la capacità di mantenersi elastici e di resistere a perdite di gas e ossidazione).

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