Info Utili

Come si porta il secondo casco in moto? Cosa dice la legge

Fondamentale per ogni motociclista sapere come portare un eventuale secondo casco in moto in sicurezza e senza prendere la multa

Credits: iStock

Potrebbe sembrare un articolo superfluo, eppure forse non tutti sanno come si deve portare un secondo casco in moto, per prestarlo magari ad un passeggero occasionale. È fondamentale sapere dove tenerlo per evitare multe e per viaggiare in sicurezza.

La necessità di portare un secondo casco proviene dall’eventuale bisogno di un passaggio in moto da parte di un passeggero occasione, che appunto non è dotato del suo casco personale, e quindi ha bisogno di farselo prestare. Potrebbe trattarsi di un famigliare o, ancora più spesso, di un amico o un collega rimasto a piedi o che vuole fare una gita in moto con voi, come passeggero (qui le regole per viaggiare in due in moto in sicurezza). Vediamo quindi tutto quello che bisogna sapere a riguardo.

Obbligo casco in moto: cosa dice la legge

Partiamo prima col sottolineare che cosa ci dice il Codice della Strada riguardo l’utilizzo obbligatorio del casco in moto. Di questo parla l’articolo 171 comma 1: “Durante la marcia, ai conducenti e agli eventuali passeggeri di ciclomotori e motoveicoli è fatto obbligo di indossare e di tenere regolarmente allacciato un casco protettivo conforme ai tipi omologati”. Ai commi 2 e 3: “Chiunque viola le presenti norme è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 83 a 332 euro, con sanzione pecuniaria di fermo amministrativo del veicolo per 60 giorni”. I giorni diventano però 90 in caso di recidiva nel biennio, con decurtazione di 5 punti dalla patente. Secondo la legge quindi non c’è alcuna differenza tra conducente e passeggero, anche se ovviamente al primo vengono date responsabilità maggiori, perché se “il mancato uso del casco riguarda un trasportato, della violazione risponde anche il conducente”, che infatti non dovrebbe accettare questo comportamento sulla sua moto. C’è da dire inoltre che il proprietario della moto subisce il fermo del mezzo.

Casco al braccio: una cattiva abitudine punita dalla legge

Attenzione ad uno dei comportamenti che siamo soliti vedere nei motociclisti: tenere il secondo casco appeso al braccio. Non è assolutamente una buona idea, innanzitutto per la propria sicurezza, è ingombrante e potrebbe essere un ostacolo durante la guida. Per questo comportamento si potrebbe addirittura rischiare una sanzione, se l’agente è molto scrupoloso e coscienzioso: violazione dell’articolo 169 comma 1 del Codice della Strada, secondo cui “in tutti i veicoli il conducente deve avere la più ampia libertà di movimento per effettuare le manovre necessarie per la guida”, o addirittura dell’articolo 170 comma 1, che recita che “sui motocicli e sui ciclomotori a due ruote il conducente deve avere libero uso delle braccia, delle mani e delle gambe”. In questi casi la multa sarebbe di oltre 80 euro e si rischia anche il fermo amministrativo per 60 giorni.

La regola per portare il secondo casco in moto

E quindi, come lo dobbiamo portare il secondo casco quando siamo in moto? Molti motociclisti lo legano alla sella del passeggero usando una rete elastica, fissandolo perfettamente, per non rischiare di perderlo durante la marcia. Ci sono altre persone che invece decidono di sfruttare le borse laterali, ma attenzione alle misure, perché il già citato articolo 170 del Codice della Strada, al comma 5, vieta di “trasportare, su ciclomotori e motocicli, oggetti che sporgano lateralmente rispetto all’asse del veicolo o longitudinalmente rispetto alla sagoma di esso oltre i 50 centimetri”. Alcuni motocicli invece sono progettati con dei gancetti sotto la sella, dove poter appendere il casco, se non ci sono invece si possono compare. Attenzione sempre a fissare molto bene gli oggetti, per non farli muovere durante il viaggio.

Non mettete mai il secondo casco in borsa o nello zaino, da tenere a tracolla o sulle spalle: in caso di caduta, le lesioni derivanti potrebbero essere molto gravi.

Tag
moto
Leggi l'articolo su Icon Wheels