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Come si riconosce un casco omologato?

Per poter circolare con la propria moto in tutto il territorio UE è fondamentale indossare il casco e che lo stesso sia omologato: come verificarlo

Un argomento molto interessante quello che riguarda il casco per la moto, soprattutto durante la stagione estiva ormai inoltrata, durante la quale i viaggi su due ruote sono molto più frequenti per gli appassionati e anche per i neofiti. Una cosa fondamentale da sapere è che il casco della moto deve essere sempre omologato. Vediamo quindi dove trovare la certificazione, come leggerla e quali sono in particolare le caratteristiche dei caschi omologati.

Attenzione: non comprare mai e nemmeno indossare un casco senza l’etichetta omologativa; in caso di urto o incidente potrebbe davvero essere molto pericoloso e inutile dal punto di vista della sicurezza, non proteggendo in maniera adeguata la testa di chi lo indossa.

La nuova omologazione dei caschi per la moto

A partire dal primo gennaio di quest’anno è entrata in vigore una nuova omologazione per i caschi della moto, denominata 22-06, esattamente 18 anni dopo la precedente versione. I caschi, in questo lasso di tempo non proprio brevissimo, sono cambiati molto, per questo motivo era assolutamente necessario aggiornare l’omologazione.

Oggi parliamo quindi di nuovo standard ECE 22-06 e di nuovi test che servono per attestare la sicurezza e la qualità di un casco. Con l’aumento dei requisiti sono chiaramente aumentati anche i test necessari per l’omologazione; in effetti oggi i punti d’impatto sono ben 12 in più rispetto ai 5 della versione precedente.

L’etichetta di omologazione

Un elemento fondamentale per verificare che il casco che si ha intenzione di comprare sia realmente omologato e quindi a norma è l’etichetta. Contiene molte informazioni utili sulla fabbricazione del casco stesso e in genere viene cucita sul cinturino. La legge vieta l’acquisto di caschi senza etichetta omologativa.

L’etichetta deve assolutamente contenere delle informazioni obbligatorie, non vi è un ordine preciso in cui debbono essere scritte, ma è importante che appaiano tutte:

  • deve innanzitutto esserci la lettera E, che indica l’omologazione europea e quindi dà la possibilità di utilizzare il casco in tutti i Paesi UE;
  • dopo la lettera E c’è un numero che indica il Paese in cui è stata realizzata l’omologazione;
  • poi c’è un codice numerico, che inizia in genere con 03, 04, 05 o 06 (la più recente) e indica la versione dell’omologazione ECE, e che continua con il numero di omologazione;
  • appare in seguito una lettera, che indica la tipologia di casco e il grado di protezione;
  • infine troviamo il numero di matricola o di produzione del casco.

L’omologazione precedente ECE 22-05

Oggi parliamo di omologazione 22-06, prima della quale veniva considerata invece la 22-05, concessa ai caschi solo ed esclusivamente se veniva soddisfatta totalmente la normativa vigente e quindi i caschi stessi venivano considerati sicuri per essere utilizzati in tutto il territorio dell’Unione Europea. I 5 punti di impatto dell’incudine sul casco considerati dalla 22-05 erano la parte frontale, la sommità, il retro, la parte laterale e la mentoniera.

Casco non omologato: le multe

Nel caso in cui si viaggia sulla propria moto con un casco non omologato, allora si rischiano conseguenze dal punto di vista della legge anche molto gravi. Prima di tutto la multa da un minimo di 83 fino a un massimo di 333 euro. Viene sequestrato e confiscato il casco e infine la moto viene sottoposta a fermo amministrativo per 60 giorni. Si rischia anche la decurtazione dei punti dalla patente.

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