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Come ricaricare l’auto elettrica a casa

di Marco Coletto -

Tutto quello che c’è da sapere su come ricaricare l’auto elettrica a casa: una guida completa realizzata dal Gruppo Volkswagen


Ricaricare l’auto elettrica a casa è la soluzione più economica per chi possiede una vettura a emissioni zero: il prezzo al kWh delle colonnine pubbliche (specialmente quelle veloci) spesso è troppo alto.

Di seguito troverete una guida completa realizzata dal Gruppo Volkswagen su come ricaricare l’auto elettrica a casa: tutto quello che c’è da sapere sui box, sulle aree private e comuni, sui condomini, sugli sgravi fiscali, sui costi e sui nuovi edifici.

Quanto costa ricaricare l’auto elettrica a casa?

Calcolando un costo medio dell’energia elettrica compreso tra 0,16 e 0,22 euro/kWh bisogna sborsare una cifra intorno agli 8-11 euro per ricaricare un’auto con un pacco batterie da 50 kWh.

In parole povere tenendo conto di un consumo medio pari a circa 6 km/kWh bastano poco più di tre euro per percorrere 100 km. Una cifra che può scendere ulteriormente se si possiede un impianto fotovoltaico a cui collegare il punto di ricarica.

Come ricaricare l’auto elettrica a casa se si ha un box o un’area privata

Chi deve ricaricare un’auto elettrica a casa e ha a disposizione un box o un’area privata ha due soluzioni.

La prima consiste nell’installare un contatore elettrico intestato a un singolo soggetto privato: in questo caso bisogna semplicemente inoltrare una comunicazione scritta all’amministratore di condominio (il quale deve limitarsi a prendere atto della decisione visto che non servono particolari autorizzazioni) ed eseguire i lavori a norma di legge.

La seconda consiste invece nello sfruttare un attacco collegato alla linea elettrica condominiale: in questo caso l’amministratore ha il compito di incaricare un tecnico per effettuare tutte le verifiche del caso e di stabilire l’ammontare e la quota delle spese da sostenere. Dev’essere inoltre installato un contatore di misurazione del consumo di energia sulla diramazione della linea elettrica privata per addebitare i costi al singolo condomino che la usa.

Si può installare un punto di ricarica in un’area condominiale comune?

Sì. In questo caso, però, la domanda scritta che si presenta all’amministratore dev’essere corredata da un progetto dettagliato e bisogna attendere l’autorizzazione dell’assemblea di condominio.

Per avere l’autorizzazione dell’assemblea è necessario raggiungere il quorum deliberativo, cioè la maggioranza dei partecipanti e almeno la metà del valore dell’edificio in quote millesimali.

I condomini che non intendono trarne vantaggio sono esonerati da qualsiasi contributo nelle spese. In seguito, anche i condomini che inizialmente non hanno partecipato alle spese per l’installazione possono cambiare idea e decidere di utilizzare il punto di ricarica contribuendo alle spese di manutenzione ed esecuzione dell’opera attualizzate al valore della moneta.

Bene condominiale o no?

Se l’installazione è decisa dall’intero condominio l’impianto diventa un bene condominiale. In caso contrario – anche se l’installazione è stata approvata dall’assemblea – i punti di ricarica diventano di proprietà solo dei condomini che hanno partecipato alle spese di installazione. In quest’ultimo caso tutti i costi di acquisto e di installazione (incluse le opere edili) sono a carico del singolo condomino o del gruppo di condomini interessati.

Cosa succede se il condominio dice no?

Se trascorsi tre mesi dalla presentazione della richiesta scritta l’assemblea dei condomini non dà il suo assenso il singolo condomino (o il gruppo di condomini) può comunque installare i dispositivi a proprie spese, purché il nuovo impianto non danneggi le parti comuni, non alteri la sicurezza o il decoro dell’edificio e non ostacoli altri comproprietari nell’uso delle parti comuni. In quest’ultimo caso l’area in cui è installato il punto di ricarica non potrebbe essere usata in via esclusiva dai proprietari delle auto elettriche.

Sono previsti sgravi fiscali sull’installazione di infrastrutture di ricarica?

Certo. Fino al 31 dicembre 2021 si ha diritto a una detrazione fiscale del 50% delle spese sostenute per l’acquisto e la messa in opera, inclusi i costi per la richiesta di potenza addizionale fino a un massimo di 7 kW.

La detrazione viene calcolata su un ammontare di spesa massimo di 3.000 euro e può quindi arrivare fino a 1.500 euro da dividere fra gli aventi diritto. Per accedere alla detrazione le infrastrutture devono essere dotate di uno o più punti di ricarica di potenza standard non accessibili al pubblico.

Come funziona l’obbligo di installazione di colonnine nei nuovi edifici?

Secondo il Dlgs 257/2016 è obbligatorio predisporre l’installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici negli edifici di nuova costruzione. L’obbligo si applica agli edifici residenziali di nuova costruzione (oppure oggetto di ristrutturazione profonda) con almeno dieci unità abitative.