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Come funziona la tassa di possesso per l’auto elettrica?

Le vetture elettriche godono dell'esenzione dal pagamento del bollo auto, è vero. Ma che cosa succede dopo i 5 anni di 'beneficio'? Vediamolo insieme

Come sappiamo, le auto elettriche rientrano nei veicoli che beneficiano dell’esenzione dal pagamento del bollo auto. La tassa di possesso, il bollo è questo, non si versa per 5 anni se si ha una vettura a zero emissioni. Ma una volta trascorso questo periodo di tempo che cosa succede?

Auto elettrica: l’esenzione del bollo

Partiamo col dire quindi che la legge libera le vetture elettriche dal pagamento del bollo auto per 5 anni (abbiamo visto le esenzioni dal versamento della tassa di possesso in altri articoli). Non dimentichiamo che il bollo auto si paga su tutto il territorio nazionale, ma non è una tassa statale, bensì un tributo regionale, quindi regolamentato e versato a livello territoriale. Un provvedimento che nasce proprio per agevolare tutti i possessori di auto elettriche, che non emettono sostanze inquinanti nell’ambiente e nell’aria che respiriamo; si tratta quindi di una sorta di incentivo ad acquistare veicoli a zero emissioni, appoggiando così la transizione energetica e le norme europee che vogliono eliminare i veicoli a benzina e diesel entro il 2035.

È vero anche che al momento il bollo auto, quando obbligatorio (quindi per tutti i mezzi non esenti) aumenta all’aumentare della potenza del veicolo stesso. E quindi una domanda sorge spontanea a molti utenti in possesso di auto elettriche: visto che si tratta molto spesso di macchine che raggiungono potenze elevate, cosa succede dopo i primi 5 anni dall’immatricolazione di un’auto elettrica? Se un automobilista ha come vettura personale, ad esempio, una Mercedes EQC o una Tesla Model 3, o altre macchine di questa portata, è possibile che, vista la loro potenza, vada a pagare anche fino a 1.000 euro di bollo e oltre? Vediamolo insieme.

Innanzitutto i possessori di auto elettriche si chiedono spesso quale sia la tassazione prevista una volta trascorsi appunti i 5 anni di esenzioni per le auto elettriche, qual è la formula per calcolare il tributo da versare e se le vetture elettriche sono tutte Euro 6 oppure no e come capire quindi appunto in quale categoria rientrano e cosa devono pagare. Gli esperti hanno risposto.

Bollo auto elettriche: pagamento in forma ridotta dopo i primi 5 anni dall’immatricolazione

Secondo quanto dichiarato dagli esperti di settore, sull’argomento l’Agenzia delle Entrate è molto chiara ed esaustiva, e spiega infatti che “la tassa automobilistica è gestita dalle Regioni e dalla Province Autonome”, e questo lo sappiamo. Le uniche eccezioni in Italia sono rappresentate dal Friuli Venezia Giulia e dalla Sardegna, per le quali il bollo auto viene gestito direttamente dalla stessa Agenzia delle Entrate.

Fatta questa premessa, al momento la maggior parte delle Regioni italiane si comporta come segue: “Gli autoveicoli, i motocicli e i ciclomotori a due, tre o quattro ruote, azionati con motore elettrico, godono dell’esenzione dal pagamento delle tasse automobilistiche per 5 anni, a decorrere dalla data di prima immatricolazione”, e fino a qua ci siamo.

Una volta trascorso questo periodo, per gli autoveicoli elettrici è necessario pagare una tassa che corrisponde ad un quarto dell’importo previsto per i corrispondenti veicoli a benzina. Questo non vale per ciclomotori e motocicli, per i quali la tassa deve essere corrisposta per intero. In quest’ottica quindi il proprietario di una Tesla Model 3 paga molto meno rispetto al possessore di un’auto diesel o benzina con la stessa potenza.