Info Utili

Cambiare la targa di un’auto, quando è possibile e come fare

Ci sono dei casi in cui è obbligatorio cambiare la targa dell'auto: in cosa consiste la procedura, cosa serve e come si invia la richiesta

Il cambio della targa di una vettura non è sicuramente una pratica quotidiana e viene accuratamente disciplinata dalla Legge in Italia. In alcuni casi sono gli eventi che lo impongono, in altri invece è proprio la normativa ad obbligare gli utenti a cambiare targa. Vediamo tutti i dettagli.

Cambio targa auto: quando bisogna farlo?

Come abbiamo accennato in apertura, è la Legge a specificare quando deve essere cambiata la targa di una vettura. I casi sono:

  • furto;
  • smarrimento;
  • deterioramento o distruzione di una o entrambe le targhe.

Per quanto riguarda il deterioramento, al contrario degli altri casi, a volte nascono delle diatribe. È importante però sapere che il Codice della Strada indica che i dati riportati su qualsiasi targa devono essere sempre assolutamente leggibili per intero. Quando i numeri e/o le lettere diventano illeggibili, allora viene imposto il cambio targa auto. Di fatto il veicolo viene reimmatricolato. Chiunque circoli con una targa irregolare e quindi poco leggibile, non integra o sbiadita, è soggetto ad una sanzione monetaria. È vietato anche ritoccare la targa con il pennarello.

Cambio targa auto: la procedura da seguire

La prima cosa da fare in caso di furto, smarrimento o distruzione della targa è senza dubbio la denuncia del fatto presso la Polizia Stradale o i Carabinieri, senza aspettare più di due giorni da quando ci si rende conto della problematica. Deve essere obbligatoriamente il soggetto a cui è intestato il veicolo a sporgere denuncia nei tempi previsti, altrimenti è soggetto ad una sanzione che può arrivare fino a 300 euro.

Bisogna aspettare due settimane dalla data in cui si è fatta denuncia per poter fare la richiesta della nuova immatricolazione, per dare la possibilità di un eventuale ritrovamento in caso di targa smarrita o rubata. È possibile intanto circolare con la vettura, basta esporre un pannello sostitutivo che riporta la sequenza alfanumerica della targa originale. Portare sempre con sé una copia della denuncia sarebbe una buona pratica.

Una volta trascorsi i 15 giorni, il procedimento di cambio targa auto viene avviato, è obbligatorio richiedere la pratica di reimmatricolazione, presentando la domanda presso lo sportello telematico dell’automobilista e il certificato di proprietà in formato cartaceo, senza il quale non è possibile completare la procedura.

Cosa succede una volta ottenuta la nuova immatricolazione dell’auto?

Scatta in automatico l’iscrizione al PRA, la pratica deve essere portata avanti obbligatoriamente dal proprietario del mezzo oppure da una persona con delega e documenti a seguito, tra cui il TT2120 e la carta d’identità dell’intestatario. Di solito servono circa 30 giorni per la realizzazione e la ricezione della nuova targa.

Quali moduli e documenti servono per il cambio targa auto

Per fare la richiesta agli sportelli, è necessario presentare:

  • modello DTT219, non si paga e si trova agli uffici ACI, sportelli telematici dell’automobilista e alla Motorizzazione;
  • carta di circolazione del veicolo a cui cambiare targa;
  • Certificato di Proprietà;
  • denuncia per smarrimento, furto o distruzione targa;
  • modello NP2, si ottiene anch’esso gratuitamente, serve per inoltrare la nuova richiesta di iscrizione al PRA;
  • documento d’identità del titolare del veicolo;
  • targa deteriorata o ciò che è rimasto.

Quanto costa fare il cambio targa?

Non si tratta di una procedura gratuita, occorre infatti pagare anche più di 100 euro. Nel dettaglio i costi sono i seguenti:

  • imposta di bollo per nuova iscrizione al PRA: 32 euro;
  • imposta di bollo per reimmatricolazione: 32 euro;
  • quota ACI: 27 euro circa;
  • Motorizzazione Civile: 10 euro circa, o poco più.