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Come si calcolano i danni non patrimoniali dopo un incidente stradale

A seguito di un sinistro, ai fini del risarcimento assicurativo, è necessario calcolare i danni non patrimoniali alla persona: come si fa

Il danno non patrimoniale da incidente stradale avviene quando si va a ledere l’integrità psicofisica di una persona, provocando quindi un danno alla salute di questo soggetto, che ha subito appunto un danneggiamento a causa delle menomazioni che sono state causate dal sinistro. Viene definito non patrimoniale perché non dipende dalla sua incidenza negativa sulla sfera economica e reddituale.

Come si calcola il danno non patrimoniale da incidente stradale

Sono gli articoli 138 e 139 del Codice delle assicurazioni private a stabilire che, per assicurare a chi subisce un sinistro stradale un risarcimento del danno non patrimoniale pieno ed equo, e che sia uguale su tutto il territorio nazionale (decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministero dello sviluppo economico) siano state predisposte delle tabelle apposite:

  • invalidità permanente di lieve entità da sinistro stradale: sono riportare le varie tipologie di lesione dell’integrità psico-fisica che causano un’invalidità permanente compresa tra 1 e 9 punti percentuali;
  • lesioni macropermanenti, tutte le menomazioni fisiche e psichiche della persona comprese tra 10 e 100 punti di invalidità permanente.

Sono tabelle che il medico legale usa nel corso della sua perizia, per quantificare e valutare in punti percentuali di invalidità i danni fisici che il soggetto ha subito a causa del sinistro, ovvero l’evento lesivo. Se una menomazione non si trova nella tabella, allora il medico legale ha il compito di quantificarla con il criterio analogico diretto o proporzionale, facendo un rapporto diretto con altre lesioni che si trovano in tabella e con la gravità delle loro conseguenze.

Il medico:

  • determina la percentuale di invalidità permanente;
  • quantifica il danno biologico temporaneo – grazie all’analisi delle menomazioni riportate dal soggetto danneggiato e ai certificati medici in suo possesso – sia in termini temporali che di entità e incidenza (in punti percentuali).

Che cos’è il danno biologico temporaneo?

È il periodo di inabilità stabilito, ovvero quell’arco di tempo in cui il soggetto danneggiato non è in grado di svolgere le sue attività abituali, e che dura fino al momento della completa guarigione clinica delle lesioni subite a causa del sinistro stradale. Può essere:

  • inabilità assoluta (100%), se la persona non può svolgere alcuna attività quotidiana per quel periodo di tempo, e succede quando il soggetto è ricoverato in ospedale;
  • inabilità parziale, se a causa delle lesioni riportate le capacità personali del soggetto sono ridotte (convalescenza).

Una volta che sono stati stabiliti i periodi di inabilità e le percentuali di invalidità permanente, allora si passa al calcolo del risarcimento del danno non patrimoniale da parte dell’assicurazione.

Come si procede al risarcimento del danno non patrimoniale

Gli articoli 138 e 139 del Codice delle assicurazioni private prevedono la predisposizione di tabelle uniche nazionali, che servono per garantire equità e completezza risarcitoria e dare quindi un valore monetario ai punti di invalidità permanente.

Per il calcolo delle micropermanenti ci sono delle tabelle apposite pubblicate con il Decreto Legislativo n.209 del 2005, per il calcolo dell’entità del risarcimento del danno non patrimoniale da sinistro stradale. Per le macropermanti (invalidità superiore al 9%), è prevista in realtà una tabella unica nazionale, che al momento non è stata pubblicata. La Corte di Cassazione ritiene quindi che le tabelle del Tribunale di Milano siano al momento le più idonee a garantire uniformità nella quantificazione del risarcimento.

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