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Bollo auto: che cos’è il ravvedimento operoso

In ambito di pagamento del bollo auto, i contribuenti possono usufruire del ravvedimento operoso: vediamo di che cosa si tratta e come funziona

Torniamo a parlare di bollo auto, la tassa automobilistica di possesso, che in Italia deve essere pagata ogni anno per qualsiasi veicolo a motore (salvo rare eccezioni previste dalla legge). Questa volta andiamo ad approfondire un discorso particolare, quello del ravvedimento operoso legato appunto a questo tributo.

Si tratta di una procedura che consente a tutti i contribuenti di poter regolarizzare un eventuale mancato versamento di somme legate a tributi o tasse, con una riduzione sull’importo della sanzione. Se quindi un soggetto sa o si accorge di essere in ritardo per il pagamento del bollo auto, allora è possibile usufruirne. Scopriamo come.

Mancato pagamento del bollo auto: che cosa fare

Può capitare che, tra i vari impegni di ogni giorno, legati al lavoro e alla famiglia, possano sfuggire delle cose e ci si dimentichi magari di pagare delle bollette, delle imposte e dei tributi. Uno tra questi può essere il bollo auto che, come sappiamo, deve essere pagato ogni anno, seguendo le regole che la Regione di residenza impone, e il cui ritardo nel versamento della somma dovuta causa una sanzione, più o meno cara. Il prezzo da pagare per il mancato pagamento varia a seconda dei giorni di ritardo dal termine di scadenza previsto.

Ed è proprio per questo che nasce il ravvedimento operoso, con l’intento di andare incontro a coloro che decidono di saldare i debiti per mancato pagamento del bollo auto spontaneamente, dopo essersi accorti della dimenticanza o del ritardo. Il principio sul quale si basa il ravvedimento operoso è: prima paghi, meno paghi. Un passaggio davvero molto importante: si tratta di una procedura che può essere sfruttata da parte di tutti i contribuenti ma che, per beneficiarne, hanno l’obbligo di agire prima che si verifichino dei controlli o degli accertamenti dagli organi preposti. Non deve quindi essere stata ancora constata la violazione, il soggetto debitore deve accorgersi del mancato pagamento spontaneamente per usufruire del ravvedimento operoso, di cui non può beneficiare se decide di pagare solo perché il ritardo nei versamenti è stato scoperto da chi di dovere.

La riduzione delle sanzioni

Oggi chi decide di regolarizzare la sua posizione fino a 2 anni dopo il termine, non ha più l’obbligo di pagare una sanzione del 30%, com’era invece in precedenza, ma solo del 5%. Se il mancato pagamento viene saldato entro pochi giorni o mesi, allora è possibile beneficiare di vantaggi ancora più alti.

Ravvedimento operoso: le nuove percentuali previste

Per calcolare l’importo da pagare bisogna sommare:

  • imposta annuale;
  • la sanzione, ridotta in caso di ravvedimento operoso;
  • gli interessi, che partono dal giorno di scadenza del bollo e crescono fino al giorno in cui viene effettuato il pagamento.

Le sanzioni previste:

  • ravvedimento operoso veloce: sanzione allo 0,1% per ogni giorno di ritardo, se il versamento viene regolarizzato entro 14 giorni;
  • pagamento fino a 30 giorni successivi alla scadenza: +1,5%;
  • pagamento dal 31° al 90° giorno: +1,67%;
  • pagamento dal 91° giorno fino a un anno dalla scadenza: +3,75%;
  • pagamento da 1 a 2 anni dal termine: +4,286;
  • pagamento con oltre 2 anni di ritardo: +5%.

Attenzione: non dimenticate che il bollo è legato al possesso del mezzo, e deve sempre essere pagato, ogni anno, anche se l’auto non circola. Se la tassa non viene pagata nonostante le riduzioni del ravvedimento operoso per più di tre anni, si rischia la cancellazione dagli archivi del PRA da parte della Regione.